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Ignace-Gaston Pardies

fisico, matematico e gesuita francese

Ignace-Gaston Pardies (1636 – 1673), fisico, matematico e gesuita francese.

Discours de la conaissance des bêtesModifica

  • Una volta ammesso che le bestie, pur senza avere un'anima spirituale, sono capaci di pensare, di agire per un fine, di prevenire il futuro, di ricordare il passato, di trarre vantaggio dall'esperienza, riflettendo su di essa, perché non dovreste dire che anche gli uomini sono capaci di esercitare le loro funzioni, pur essendo privi di un'anima spirituale? In fin dei conti, le operazioni compiute dagli uomini non sono diverse da quelle da voi attribuite alle bestie: se vi è una differenza è dal più al meno; potrete semmai affermare soltanto che l'anima umana è più perfetta di quella delle bestie, perché ricorda meglio, pensa con più profonda riflessione e prevede con maggiore sicurezza [...].[1]
  • [...] tutte queste operazioni, da voi giudicate così straordinarie, differiscono solo quantitativamente dalle operazioni che voi attribuite alle bestie; e [...] certamente l'agire per un fine, il trarre vantaggio dall'esperienza, il prevedere l'avvenire, cioè quanto secondo voi conviene alle bestie, non può non derivare da un principio spirituale, esattamente come ne deriva ciò che si trova negli uomini.[1]
  • Certamente una volta ammesso che il pensiero, l'intenzione e la riflessione possono provenire da un corpo animato da una forma materiale, sarà ben difficile provare che il ragionamento e le idee dell'uomo non possano provenire da un corpo animato anch'esso da una forma materiale.[1]

NoteModifica

  1. a b c Citato in Pierre Bayle, Dizionario storico-critico, vol. I, a cura di Gianfranco Cantelli, Laterza, Bari, 1976, cap. Rorario, pp. 174-175.

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