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Hendrik Frensch Verwoerd

politico sudafricano
Verwoerd nel 1945

Hendrik Frensch Verwoerd (1901 – 1966), politico sudafricano.

Indice

Citazioni di Hendrik Frensch VerwoerdModifica

  • Come premessa, si può porre la domanda: il bantu e l'europeo dovranno in futuro svilupparsi come comunità miste, o come comunità separate fra di loro per quanto sia praticamente possibile? Se la risposta è «comunità miste», allora bisogna capire quanto segue. Ci sarà concorrenza e conflitto ovunque. Fino a quando saranno comparativamente pochi i punti di contatto, com'è il caso ora, tensione e conflitto saranno pochi e meno evidenti. Più però si sviluppa questa commistione, più forte diventerà il conflitto. In un tale conflitto, gli europei, almeno per un lungo periodo, terranno la posizione più forte, e il bantu sarà la parte sconfitta in ogni fase dello scontro. Questo non può non suscitare in lui un crescente senso di risentimento e di vendetta. (dal discorso da ministro degli affari indigeni, 5 dicembre 1950)
As a premise, the question may be put: Must Bantu and European in future develop as intermixed communities, or as communities separated from one another in so far as this is practically possible? If the reply is "intermingled communities", then the following must be understood. There will be competition and conflict everywhere. So long as the points of contact are still comparatively few, as is the case now, friction and conflict will be few and less evident. The more this intermixing develops, however, the stronger the conflict will become. In such a conflict, the Europeans will, at least for a long time, hold the stronger position, and the Bantu be the defeated party in every phase of the struggle. This must cause to rise in him an increasing sense of resentment and revenge.[1]
  • [...] se lo sviluppo misto dovrà essere la politica del futuro del Sudafrica, ciò condurrà al più terrificante scontro d'interessi immaginabile. Gli sforzi e i desideri del bantu e gli sforzi e gli obbiettivi di tutti gli europei saranno antagonistici. Tale scontro può portare solo il malcontento e la miseria ad entrambi. Sia il bantu che l'europeo devono, perciò, considerare per tempo in che modo questa sofferenza possa essere scongiurata per loro stessi e i loro discendenti.
    Devono trovare un piano per offrire ai due gruppi della popolazione le opportunità per il pieno sviluppo dei loro rispettivi poteri e ambizioni senza entrare in conflitto. L'unica via d'uscita possibile è la seconda alternativa, cioè, che entrambi adottino uno sviluppo distinto tra loro. Questo è l'unico significato della parola apartheid. (dal discorso da ministro degli affari indigeni, 5 dicembre 1950)
[...] if mixed development is to be the policy of the future of South Africa, it will lead to the most terrific clash of interests imaginable. The endeavours and desires of the Bantu and the endeavours and objectives of all Europeans will be antagonistic. Such a clash can only bring unhappiness and misery to both. Both Bantu and European must, therefore, consider in good time how this misery can be averted from themselves and from their descendants.
They must find a plan to provide the two population groups with opportunities for the full development of their respective powers and ambitions without coming into conflict. The only possible way out is the second alternative, namely, that both adopt a development divorced from each other. That is all that the word apartheid means.
[1]
  • [...] l'attuale Governo adotta un atteggiamento orientato ad accordare e a voler dare agli altri esattamente quanto richiede per sé stesso. Esso crede nella supremazia (baaskap) dell'Europeo nel suo ambito, ma, poi, crede ugualmente nella supremazia (baaskap) del Bantu nel proprio ambito. Per i bambini europei vuole creare tutte le opportunità possibili per il loro sviluppo, la loro prosperità e il dovere nazionale nel proprio ambito; ma anche per i Bantu vuole creare tutte le opportunità per la realizzazione delle loro aspirazioni e perché prestino servizio al loro stesso popolo.
    Non c'è dunque alcuna politica di oppressione qui, ma una politica volta a creare una situazione che non è mai esistita per i Bantu; e cioè che, prendendo in considerazione le loro lingue, le loro tradizioni e le loro diverse comunità nazionali percorrano un proprio sviluppo. Questa opportunità sorge per loro non appena viene posta in essere una tale divisione fra loro e gli Europei, così che non abbiano bisogno di essere gli imitatori e i tirapiedi di questi ultimi. (dal discorso da ministro degli affari indigeni, 5 dicembre 1950)
[...] the present Government adopts the attitude that it concedes and wishes to give to others precisely what it demands for itself. It believes in the supremacy (baaskap) of the European in his sphere, but, then, it also believes equally in the supremacy (baaskap) of the Bantu in his own sphere. For the European child it wishes to create all the possible opportunities for its own development, prosperity and national service in its own sphere; but for the Bantu it also wishes to create all the opportunities for the realisation of ambitions and the rendering of service to their own people.
There is thus no policy of oppression here, but one of creating a situation which has never existed for the Bantu; namely, that, taking into consideration their languages, traditions, history and different national communities, they may pass through a development of their own. That opportunity arises for them as soon as such a division is brought into being between them and the Europeans that they need not be the imitators and henchmen of the latter.
[1]
  • Che utilità c'è ad insegnare a un bambino bantu matematica, visto che nel Sudafrica non potrà mai usarla? (Dichiarazione durante l'inaugurazione del Bantu Education Act del 1953)[2]
  • Il bantu deve essere incoraggiato a servire la sua propria comunità sotto ogni aspetto. Non c'è posto per lui nella comunità degli europei al di sopra di certe forme di lavoro. Entro la sua propria comunità, tuttavia, tutte le porte sono aperte. (Discorso da ministro degli affari indigeni, 7 giugno 1954)
The Bantu must be guided to serve his own community in all respects. There is no place for him in the European community above the level of certain forms of labour. Within his own community, however, all doors are open.[1]
  • Fino a ora, egli [il bantu] è stato assoggettato a un sistema scolastico che lo ha allontanato dalla propria comunità e lo ha praticamente ingannato mostrandogli i verdi pascoli dell'europeo, senza però avergli permesso di pascolare lì... È del tutto evidente che l'istruzione non pianificata crea molti problemi, altera la vita comunitaria del bantu e mette in pericolo la vita comunitaria dell'europeo. (dal discorso al senato sudafricano, 7 giugno 1954)
Up until now he [the Bantu] has been subjected to a school system which drew him away from his own community and practically misled him by showing him the green pastures of the European but still did not allow him to graze there... It is abundantly clear that unplanned education creates many problems, disrupts the communal life of the Bantu and endangers the communal life of the European.[3]
  • La tendenza delle nazioni in Africa a rendersi indipendenti e, allo stesso tempo, il bisogno di rendere giustizia a tutti, son significa solo essere giusti nei confronti dei neri dell'Africa ma anche essere giusti nei confronti dei bianchi dell'Africa. Sono coloro che, non solo nell'Unione ma in parti rilevanti dell'Africa, portarono qui la civiltà, che resero possibile l'attuale sviluppo del nazionalismo nero portando ai nativi l'istruzione, mostrando loro lo stile di vita occidentale, portando all'Africa industria e sviluppo, ispirandoli con gli ideali che la civiltà occidentale ha sviluppato per sé stessa. (dal discorso da primo ministro, 3 febbraio 1960)
The tendency in Africa for nations to become independent and, at the same time, the need to do justice to all, does not only mean being just to the black man of Africa but also being just to the white man of Africa. They are the people, not only in the Union but throughout major portions of Africa, who brought civilisation here, who made possible the present development of black nationalism by bringing the natives education, by showing them the Western way of life, by bringing to Africa industry and development, by inspiring them with the ideals which Western civilisation has developed for itself.[1]
  • Il bianco che venne in Africa , forse per commerciare e, in qualche caso, portare il Vangelo, è rimasto e noi in particolare, in questa parte dell'estremo sud dell'Africa, abbiamo qui interessi tali che questa è divenuta la nostra sola patria. Non abbiamo nessun altro posto in cui andare. Abbiamo colonizzato un territorio che era vuoto. Anche i Bantu vennero in questa terra e ne hanno colonizzato alcune parti per sé stessi. Questo è in linea col pensare sull'Africa per concedere a loro quegli stessi pieni diritti che noi come voi riconosciamo debbano avere tutti. Noi crediamo nell'attribuire – nella misura più completa – quei diritti a quelle persone in quella parte dell'Africa del Sud che i loro antenati si procurarono e in cui si sono stabiliti. (dal discorso da primo ministro, 3 febbraio 1960)
The white man who came to Africa, perhaps to trade, and in some cases, to bring the Gospel, has remained and we particularly, in this southernmost portion of Africa, have such a stake here that this has become our only motherland. We have nowhere else to go. We settled a country which was bare. The Bantu too came to this country and settled certain portions for themselves. It is in line with thinking on Africa to grant them there, those fullest rights which we with you, admit all people should have. We believe in providing those rights for those people in the fullest degree in that part of Southern Africa which their forefathers found for themselves and settled in.[1]
  • Quando parlo della nazione del Sudafrica parlo del popolo bianco del Sudafrica. Non vedo la nostra società come uno Stato multirazziale composto di vari gruppi. (dal discorso da primo ministro, 1961[2])
  • I gruppi di minoranza dovranno confrontarsi con un illimitato dominio dei Bantu se uno stato multirazziale dovesse vedere la luce. Lo affermo in modo esplicito perché è palese che se si potesse seguire la via di mantenere un unico stato in cui il bianco continua ad esercitare il suo ruolo storico (anche se i suoi limiti dovessero in qualche misura essere ristretti) questa via sarebbe preferibile. Per quanto ci riguarda questa è la strada più agevole; è la più opportuna, tenuto conto del passato. (dal discorso da primo ministro, 23 gennaio 1962)
The minority groups will all have to contend with an unrestricted domination by the Bantu if a multi-racial state comes into being. I say this explicitly because it is self-evident that if one could follow the course of retaining one state in which the White man continued to exercise his historic rule (even if its limits had to be restricted to some extent) that course would be preferred. As far as we are concerned that is the easiest road; it is the most convenient, regard being had to the past.[1]
  • Dico inequivocabilmente che il popolo di Sudafrica non può accettare le conseguenze di uno stato multirazziale a meno che i bianchi, le persone di colore e gli indiani non siano preparati a commettere un suicidio razziale. (Discorso da primo ministro, 23 gennaio 1962)
I say it unequivocally that the people of South Africa cannot accept the consequence of a multi-racial state unless the Whites, the Coloureds and the Indians are prepared to commit race suicide.[1]
  • Non è il nostro ruolo di appoggiare la sola cosa che rappresenta la nostra propria salvezza qui, ma con cui sarà anche possibile salvare il mondo, e con cui l'Europa potrà salvare se stessa, cioè la salvaguardia dell'uomo bianco e del suo stato? (da un discorso nel 1964)
Is it not our role to stand for the one thing which means our own salvation here but with which it will also be possible to save the world, and with which Europe will be able to save itself, namely the preservation of the white man and his state?[4]

Citazioni su Hendrik Frensch VerwoerdModifica

  • Quando fu chiesto al dr. Verwoerd come mai avesse abolito quel mezzo economico ma efficace per combattere la denutrizione nei settori più poveri della popolazione, la sua risposta fu tale da non potersene quasi capacitare, malgrado fosse coerente con la totale irrazionalità dell'apartheid. Egli disse che se non si poteva sfamare tutti, non si doveva sfamare nessuno. Davvero una risposta da dieci lode! Se avessimo dei malati di Tbc non dovremmo cercare di curarli? No, perché non sarebbe giusto curarne alcuni non potendo curarli tutti. Era possibile accampare pretesti di una stupidità così colossale solo perché le vittime non avevano modo di incidere politicamente, non potevano buttar fuori gente simile con il voto. (Desmond Tutu)

Nelson MandelaModifica

  • Anche se Verwoerd aveva sempre considerato gli africani inferiori alle bestie, non ci rallegrammo che fosse stato assassinato. Né io né l'Anc eravamo favorevoli all'omicidio politico, che consideravamo un modo primitivo di affrontare un rivale.
  • Hendrik Verwoerd, ministro dell'Istruzione bantu, spiegò che l'istruzione "deve addestrare e ammaestrare le persone conformemente alle opportunità che esse hanno nella vita". E dal momento che gli africani non avevano e non avrebbero avuto opportunità, a che scopo si doveva istruirli?
  • Il sistema dei bantustan era stato concepito dal dottor H. F. Verwoerd, ministro degli Affari Indigeni, come modo per tacitare la critica internazionale sulla politica razziale sudafricana, ma al tempo stesso per istituzionalizzare l'apartheid. I bantustand, chiamati anche riserve, avrebbero rinchiuso tutti i cittadini africani in enclaves etniche separate. Gli africani, disse Verwoerd, "dovevano stare con tutti e due i piedi nelle riserve", dove dovevano "svilupparsi secondo linee che erano loro proprie". L'obiettivo era quello di preservare la situazione esistente, in cui tre milioni di bianchi possedevano l'87% delle terre, mentre gli otto milioni di africani erano relegati nel rimanente 13%.
  • Verwoerd disse che l'istituzione dei bantustan avrebbe prodotto tanta operosità da impedire che il germe della ribellione germogliasse sul loro terreno.
    Nella realtà accadde esattamente il contrario.

NoteModifica

  1. a b c d e f g h (EN) Citato in Hendrik Verwoerd: 10 quotes, Politicsweb.co.za, 20 settembre 2016.
  2. a b Citato in Dio fece le razze diverse e separate, la Repubblica, 18 febbraio 1986.
  3. Citato in Elizabeth Knowles, Oxford Dictionary of Modern Quotations, OUP Oxford, 2007, pp. 324-325. ISBN 0199208956
  4. Citato in Robert Andrews, The New Penguin Dictionary of Modern Quotations, Penguin UK, 2003, p. 1751. ISBN 0141965312

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