Heinrich Brockhaus

Storico dell'arte tedesco

Heinrich Eduard Brockhaus (1858 – 1941), storico dell'arte tedesco.

Ricerche sopra alcuni capolavori d'arte fiorentinaModifica

  • La piazza del Duomo a Firenze raccoglie in piccolo spazio elette bellezze; il loro grande valore si manifesta in modo singolare nel luogo stesso, pel quale furono create. I secoli hanno qui fatto sorgere un monumento complesso dell'arte italiana che, tanto nelle singole parti quanto nell'armonia dell'insieme, susciterà sempre la meraviglia. Tanto chi per la prima volta osservi quelle ricche variopinte costruzioni marmoree, come chi da lungo tempo le conosce, non può a meno di sentirsi innalzato dallo spettacolo di questa piazza: la splendida facciata del Duomo, benché opera moderna, dà al tutto quell'armonia che lo completa quale, da poi che i tempi devoti all'arte eran passati, solo oggi si poteva desiderare; il Campanile incominciato da Giotto, è rimasto unico nel suo genere; e il Battistero di fronte era già, quando il Duomo e il Campanile furono innalzati, ai tempi di Dante e di Giotto, l’ornamento della città. (p. 3)
  • [...] la porta «del Paradiso» [del Battistero fiorentino], è un'opera la cui importanza oltrepassa d'assai i confini del suo tempo. Da secoli gli artisti e gli amanti dell'arte l'hanno in Firenze continuamente sotto gli occhi e non possono sottrarsi all'impressione ch'essa esercita. Si deve dunque certamente ammettere che ne siano venuti incitamenti che condussero alla produzione ed esplicazione di feconde idee artistiche; la ricchezza che vi si può attingere è tanta che tutti gli artisti se ne avvantaggiarono. Per l'uno furono i motivi di composizione, per l'altro gli atteggiamenti, pel terzo la esecuzione dei bassorilievi o degli ornati che lo ispirarono fino a divenire parte integrale del suo tesoro di forme e di idee. (p. 19)
  • Una caratteristica importante di questa porta [del Paradiso] del Ghiberti è la ricchezza del linguaggio dei bassorilievi pieni di figure, di paesaggi e di edifici, coi trapassi, artisticamente assai fecondi, dalle forme piene a quelle appena accennate. Chi volle attingervi dovette possedere, oltre la maestria tecnica un largo ed aperto sentimento per la riproduzione della natura e dall'architettura: ma tale ampiezza del campo d'attività non suole essere comune presso i plastici. (p. 21)

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