Héctor Bianciotti

scrittore argentino naturalizzato francese

Héctor Bianciotti (1930 – 2012), scrittore argentino naturalizzato francese.

Citazioni di Héctor BianciottiModifica

  • [...] la scrittura giornalistica [...] si esercita su un fatto esterno, già dato e di cui si desidera informare il lettore: mentre la letteratura non sa di che cosa parla: si produce, al contrario, malgrado le cose di cui parla. Per quanto il romanziere abbia potuto progettare una scena, maturare la descrizione di un personaggio, il fatto letterario si insinua, emerge, fra la penna e la carta, e lo scrittore non l'avverte che a cose fatte.[1]
  • Io credo che la pietà abbia su tutto l'ultima parola. La compassione: patire con. Penso che lo scrittore sia una camera di risonanza, che sia uno scrittore pubblico, con la segreta missione di trovare le parole giuste per dire i sentimenti, le perplessità, i dubbi, le vaghe felicità che appartengono a tutti e sono di tutti. Se si potesse guardare in fondo a ognuno, ci si troverebbero le stesse paure, le stesse angosce, le stesse nostalgie, gli stessi sentimenti. Siamo tutti capaci di tutto. Quella che chiamiamo civiltà è un sistema di precauzioni, di cortesie, elaborate dagli uomini nel corso di secoli per evitare di massacrarsi a vicenda... Ma tutti nascono prima di nascere. Non siamo che maglie minime di un'unica catena. Lo scrittore ha il compito di fornire agli altri le parole giuste. Se ci è riuscito, il lettore arriva a sentirsi autore di quello che legge. [2]

NoteModifica

  1. Dall'intervista di Mai Mouniama, La pietà, lingua segreta, in L'Indice dei Libri del Mese, anno VII, n. 1, gennaio 1990, p. 4; riportato in byterfly.eu.
  2. Dall'intervista di Mai Mouniama, La pietà, lingua segreta, p. 5.

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