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Gregorio Caloprese

filosofo, medico e matematico italiano

Gregorio Caloprese (1653 – 1715), filosofo e medico italiano.

Citato in Francesco Flora, Storia della letteratura italianaModifica

  • [...] il poeta deve cercare di tenere scolpita nella fantasia qualche azione particolare nella quale concorrano tutti quegli affetti di cui vuol fare immagine.
  • [...] siccome gli uomini hanno potuto amare, odiare, adirarsi e sdegnarsi senza l'uso delle filosofiche dottrine, così, senza di esse, i poeti hanno potuto fingere di fare il medesimo.
  • [La poesia deve essere giudicata principalmente] dalla fantasia, alla quale non gradiscono le composizioni per lo suono dolce e aspro, ma per la verace rappresentazione delle cose.
  • [...] nella poesia è più da laudare l'asprezza che rappresenta che la dolcezza che non esprime.
  • [La fantasia, la posizione e l'accostamento delle parole fanno sentire al lettore le cose] con una certa lontananza, che fa acquistare al concetto un non so che di maggior profondità e di più lucido splendore.

Citazioni su Gregorio CalopreseModifica

  • Gran filosofo renatista. (Giambattista Vico)
  • Il Caloprese precorre il senso moderno di una vaghezza poetica che suggerisce più di quanto non dica, svelando in anticipo che non soltanto la poesia venuta dopo Mallarmé ha questo potere, ma ogni vera poesia: «il lettore è sforzato a comprendere assai più di quel che importano le nude parole»: la fantasia e la giacitura di parole fan concepire le cose «con una certa lontananza, che fa acquistare al concetto un non so che di maggior profondità e di più lucido splendore». (Francesco Flora)

BibliografiaModifica

  • Francesco Flora, Il Flora, Storia della letteratura italiana, cinque volumi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1972, vol III, p. 502.

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