Giuseppe Paolucci

poeta e religioso italiano

Giuseppe Paolucci (1661 – 1730), noto anche con lo pseudonimo di Alessi Cillenio, poeta e religioso italiano.

Incipit di alcune opereModifica

Di febbre ria, ma più dal duolo oppressaModifica

Di febbre ria, ma più dal duolo oppressa[1]
Langue, o Tirsi, d'Arcadia il più bel fiore;
Ninfa, che non so dir, se porti impressa
Beltà maggior nel volto, oppur nel cuore.
E langue sì, ch'ella non par la stessa,
Che di tant'alme vinte ebbe l'onore:
Tal di maligno umor nube atra e spessa
Cuopre que' lumi, ond'è sì dolce amore.

Or che Sirio in Ciel risplendeModifica

Or che Sirio in Ciel risplende,
Di quel biondo almo lieo,
Che sì brilla, e d'òr s'accende,
M'empi il nappo, o Alfesibeo.
Ma nò: quel, ch'è del colore
Del rubin, sarà migliore:
Questo io voglio: il nappo pieno
Fammen sì, che n'empia il seno.

Citazioni di Giuseppe PaolucciModifica

  • L'ab. Giuseppe Paolucci fu buon letterato, e di sodo ingegno; curò infatti la pregevole raccolta, che s'intitola Rime di Gabriele Chiabrera, in questa nuova edizione unite, accresciute e corrette [...]. Di siffatta ristampa, discreditata a torto da Mons. Fontanini, ma invece encomiata da Apostolo Zeno come più copiosa di tutte le precedenti, disposta con bell'ordine, e di buona correzione assistita, si valsero probabilmente i Vocabolaristi della Crusca. (Isidoro Carini)

NoteModifica

  1. In occasione d'una grave malattia d'una Donna assai Virtuosa.

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Paolucci, Di febbre ria, ma più dal duolo oppressa e Or che Sirio in Ciel risplende, in Giuseppe Cioffi (ed.), "Rime dell'avvocato Gio. Batt. Felice Zappi e di Faustina Maratti, sua consorte, sulla XV edizione veneta espurgata ed accresciuta d'altre rime de' più celebri Arcadi di Roma", Napoli, 1833.

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