Gitta Sereny

giornalista e storica britannica

Gitta Sereny (1921 – 2012), giornalista e storica britannica di origini ungheresi.

Citazioni su Gitta SerenyModifica

Giorgio ManganelliModifica

  • Attraverso le molte ore di colloquio, Gitta Sereny vuole capire e far capire chi è il comandante di un campo di sterminio, confezionato per procedere alla abolizione di centinaia di migliaia di vite umane. La scoperta memorabile di questa indagine è che non c'è nulla da scoprire Herr Franz Stangl non è un mostro, né un assassino di vocazione, né un demente, né un ambizioso. Per dirla in breve è un bravo padre di famiglia.
  • Durante la recente guerra – che resterà recente finché l'ultimo di noi non sarà stato condannato – i tedeschi costruirono in Polonia, acquattati tra foreste e paludi, luoghi di antichi e nobili silenzi, quattro campi di sterminio. L'autrice annota: «Fin dalla fine della seconda guerra mondiale, questi "campi si sterminio" sono stati confusi con i "campi di concentramento", di cui v'erano letteralmente dozzine [...]». Ora i campi di sterminio furono solo quattro, nessuno di essi fu attivo per più di diciassette mesi, e il loro compito esclusivo e specifico era quello di ammazzare esseri umani; erano puri e semplici mattatoi per uomini, donne, bambini. Al mattino arrivavano treni stipati di decine di migliaia di esseri umani, e alla sera erano tutti morti, cremati, e la loro dolce cenere accatastata compatta, là dove è tuttora.
  • Gitta Sereny, «di padre ungherese, nata a Vienna» ha scritto un libro che si può osare definire: non comune. In quelle tenebre (Adelphi) è un libro orribile e distensivo, e da questa lettura velocissima, furibonda, si esce con la bella calma dei fucilati. Si è detto che è un contributo unico alla conoscenza di uno degli argomenti più irritanti del nostro secolo veramente molto sgradevole: i campi di sterminio istituiti dai nazisti in Polonia. È certamente vero che in proposito questo libro racconta qualcosa che non è facile dimenticare. È dal punto di vista dell'orrore archetipico, della casa degli orchi e delle streghe, una buona fiaba.
  • Pare certo che solo a Treblinka gli ammazzati siano stati oltre un milione. La signora Sereny, assai scrupolosa, ci avverte in una nota che non è vero che i nazisti di quei morti facessero sapone e fertilizzanti: fecero, è vero, qualche esperimento, ma risultò poco conveniente.
  • Questo racconto ha un eroe, in tutti i sensi di questa parola malnata: è Franz Stangl, comandante del campo di Treblinka, che Gitta Sereny intervistò nel carcere di Düsseldorf, per molte ore; letteralmente fino alla morte di Stangl, che morì d'infarto poche ore dopo un colloquio, uno dei più lucidi e rovinosi.

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