Giovanni Raicevich

lottatore italiano

Giovanni Raicevich (1881 – 1957), lottatore e attore italiano.

Giovanni Raicevich

Citazioni di Giovanni RaicevichModifica

  • [Rispondendo ad un giornalista che gli chiese se lui ed i fratelli fossero nati in Italia.] Siamo nati a Trieste. Di padre dalmata e di madre milanese. Siamo italiani con tuttta la nostra fede e con tutto il nostro pensiero. A Parigi, durante il campionato, un tedesco mi rivolse la parola nella sua lingua, lusingandosi che io fossi del suo paese. Io comprendo il tedesco benissimo: ma finisi di non sentirlo nè anche, e non gli risposi. In tutti i campionati ci siamo presentati e ci presenteremo all'estero come italiani: e quando vinco, sono lieto sono solo per me, ma per la nazione che rappresento.[1]

Citazioni su Giovanni RaicevichModifica

  • Fiero nel suo torace, nudo e rosaceo, di centimetri centoventotto reso ancora più immenso dai braccioni brevilinei, dal culo basso, dagli stinchi ornati sotto il ginocchio dai reggicalze: così Giovanni Raicevich, che era alto solo metri uno e settantadue, s'atteggiava in attesa del lampo fumante d'un fotografo al Teatro Dal Verme di Milano in quel 1909. La rasatura dei capelli, da galeotto, gli peggiorava la brevità d'una fronte già non alta. Eppure i suoi occhi miti tradivano quell'inclinazione al cruccio e a turbarsi, di cui pugilisti e lottatori facilmente soffrono. (Geminello Alvi)
  • Fu nel 1915 volontario in guerra e perciò condannato a morte dall'Imperatore Cecco Beppe. Dopo la guerra recitò anche da Tarzan, dissipando nel cinema quanto aveva accumulato in epiche lotte. Fu attore, finanziatore di film in cui si dava la parte di punire i malvagi esibendosi in supreme prove di forza. Uomo fortissimo e buono, visse placido e assorto con modestissima pensione, ma sempre pronto all'aiuto di chicchessia. Morì a Roma nel 1957. E solo i più vecchi rammentarono che per suo merito la «Gazzetta dello Sport» aveva superato le centomila copie, e che per tutti egli era stato una volta: l'uomo più forte del mondo. (Geminello Alvi)

NoteModifica

  1. Citato in I fratelli Raicevich a Milano, Corriere della Sera, 21 dicembre 1907.

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