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Giovanni Marchetti

poeta e politico italiano

Incipit di alcune opereModifica

Ave Maris StellaModifica

Salve, o stella del mar, fida a noi scorta,
Madre, il cui puro fior mai non fu côlto,
Benedetta del ciel mistica porta.
Tu a l'angiol messaggier chinando il volto,
Eva novella, a noi rendi la spene,
Rendi la pace, che l'antica ha tolto.

In morte del conte Giulio PerticariModifica

Quanto di basse voglie
D'ignoranza e d'errori alto la faccia
Tiene, e 'l secol minaccia,
S' allegri e segua a ringraziar fortuna:
Ma dovunque s'accoglie
Dell'antico valor favilla alcuna,
Degno ben è ch'ivi risuoni il pianto.

Una notte di DanteModifica

Su pel selvaggio dorso d'Apennino
In quella parte ove di sé fa schermo
Dal torbid'Austro al glorïoso Urbino,
Chi tre miglia affatichi il piè mal fermo
Vede al fin, sotto a bianco scoglio alpestre,
Le vecchie mura nereggiar d'un ermo.

BibliografiaModifica

  • Giovanni Marchetti, Ave Maris Stella, in "Rime e prose", vol. II, Napoli, Tipografia di Francesco Saverio Tornese, 1837.
  • Giovanni Marchetti, In morte del conte Giulio Perticari, in "Opere", vol. 3, Bologna, G. Veroli, 1823.
  • Giovanni Marchetti, Una notte di Dante, in "Fiore di classiche poesie italiane", Guigoni, Milano, 1873.

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