GianPaolo Salvini

gesuita italiano

GianPaolo Salvini (1936 – vivente), gesuita italiano e direttore emerito de La Civiltà Cattolica.

Citazioni di GianPaolo SalviniModifica

  • Martini al momento dell’ingresso in noviziato bruciò i propri diari in segno di inizio di un nuovo percorso di vita. Non conosciamo una parte dell’itinerario spirituale e a quali libri si sia ispirato.[1]
  • L’allora superiore generale dei gesuiti Peter Hans Kolvenbach mi aveva già “minacciato” di dover assumere la direzione. Naturalmente mi sentivo del tutto inadeguato e non conoscevo affatto la complessa macchina della rivista ultrasecolare. Ma ho dovuto constatare subito di non essere solo: si lavora in équipe e ho trovato una tradizione vivace e consolidata. Prima di me padre Roberto Tucci aveva fatto della rivista un organo di diffusione del messaggio e dell’“aggiornamento” della Chiesa del Concilio Vaticano II. Il suo successore Bartolomeo Sorge ne aveva saputo diffondere l’immagine di rivista moderna e coraggiosa nella scia del post-Concilio. Io, anche per temperamento, penso di aver aiutato a consolidare la tradizione.[2]
  • L’attacco del ministro Matteo Salvini alle Ong impegnate a salvare gli immigrati in mare mi pare corrisponda alle dichiarazioni ripetutamente fatte dal ministro e dal suo partito circa un netto irrigidimento nei confronti dell’accoglienza dei rifugiati, che vengono sostanzialmente rifiutati.[3]

Paolo VI: p. Salvini (gesuita), “grande riformatore, portò l’assistenza ai poveri al vertice della Chiesa”

AgenSIR, 13 ottobre 2018.

  • Paolo VI, fondatore della Caritas, ha voluto che ci si occupasse dei poveri al vertice della Chiesa e con il coinvolgimento degli episcopati.
  • Paolo VI vide il pericolo di secolarizzare la carità perdendo l’aspetto evangelico.
  • Il Papa intendeva mostrare che non bastava non fare il male, ma bisognava fare il bene. L’elemento della carità è proprio della Chiesa e non deve delegarlo ad altri. La sua attenzione si concentrò sulla necessità di una Chiesa povera.
  • Quando gli deposero sulla testa la tiara, il cappello pontificio, lo tolse per venderlo e donare i soldi ai poveri.

NoteModifica

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