Gabriella Ghermandi

scrittrice italiana

Gabriella Ghermandi (1965 – vivente), scrittrice italo-etiope.

Citazioni di Gabriella GhermandiModifica

  • Ho provato i denti aguzzi della nostalgia e della solitudine, e in quel tempo di gelo, dove alcun abbraccio caloroso ha riempito il mio vuoto, ho trovato una unica dimora, la lingua di mio padre, l'Italiano, e ho capito che potevo abitarvi dentro e ricostruire il calore con la memoria della mia gente e del mio paese. E così oggi scrivo...[1]
  • L'italiano e l'amharico sono in me le due gambe dello stesso corpo che si alternano nel passo.[1]
  • Per anni la carne arrosto da quelle parti si è chiamata «carne all'Amba Alagi». Pensa, 8000 persone bruciate, e quasi tutti dei nostri [etiopi]. È così che i talian hanno preso il paese.[2]
  • Solo quando sono arrivata in Italia, ho capito di essere etiope. Vedevo la pioggia cadere di continuo sui tetti e pensavo: cosa ci faccio io qui. Ciò di cui più sentivo la mancanza era la fisicità, il respirare l'odore della terra e sentirne il sapore: qui mi sembrava che ci fosse soltanto acqua. Un'altra cosa che mi creava disagio era la distanza. Da noi, quando una città finisce ci sono chilometri e chilometri di spazio tra un luogo e l’altro mentre qui c'è solo un cartello che indica la fine. E così come gli spazi sono delimitati in modo artificiale, la stessa cosa vale per le persone: la gente ti entra dentro, non ha il senso della dimensione. Nelle società comunitarie, anche se sembra contraddittorio, vi è un grande rispetto per gli spazi dell'essere umano, per i suoi limiti.[3]

NoteModifica

  1. a b Da Il mio italiano di spezie e sicomori contro l'intrusione dell’inglese, treccani.it, 7 dicembre 2010.
  2. Da Regina di fiori e di perle, Donzelli editore, Roma, 2011, p. 192. ISBN 978-8860366238
  3. Dall'intervista di Vivanco, Narrare il confine. Intervista alla scrittrice Gabriella Ghermandi di Ubax Cristina Ali Farah, Migra, 31 gennaio 2005; in didaweb.net.

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