Gō Nagai

fumettista, animatore e sceneggiatore giapponese (1945–)

Kiyoshi Nagai, noto come Gō Nagai (1945 – vivente), fumettista, animatore e sceneggiatore giapponese.

Gō Nagai ritratto nel 2017

Citazioni di Gō Nagai

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  • È tipico dell'adulto mostrare sempre sospetto verso ciò che per lui è nuovo e che sfugge alla sua comprensione: vedere che i propri bambini si appassionano a qualcosa che non riesce a capire o a condividere è un'esperienza scioccante per un genitore, abituato a “modellare” i figli sui propri insegnamenti e a essere considerato il loro unico punto di riferimento. Non mi sorprende dunque che Goldrake abbia causato diffidenza, irritazione e perfino timore; ma il fatto che sia stato accolto dalle nuove generazioni con un incredibile entusiasmo dimostra che era il personaggio più adatto a quei tempi, una novità che in un certo senso segnò l'affrancamento della cultura dei giovani da quella dei loro padri, e dunque un nuovo passo nel cammino evolutivo della società.[1]
  • [...] i bambini, o comunque i giovani, sono coloro che sanno ancora sperare e che rifiutano i compromessi e la depravazione, che spesso sono una costante della falsa moralità degli adulti [...].[1]
  • La loro spietatezza [dei veghiani che cercano di conquistare la Terra perché il loro pianeta sta morendo] è quella di uomini che combattono per non morire, e credo che sia necessario far capire ai lettori che, quando è incitato alla guerra da un leader scellerato o dall'istinto di sopravvivenza, un uomo o un'intera società possono assumere comportamenti bestiali.[1]
  • [...] mia madre e gli altri adulti attorno a me continuarono a raccontarmi per tutta l'infanzia i loro terribili ricordi della guerra. Perciò, se c'è qualcosa che non ho mai voluto rappresentare nelle mie opere sono situazioni volte a generare comportamenti violenti nel pubblico. Sono una persona pacifica e amante della pace. Tuttavia nel contempo sono convinto che per comprendere il vero valore della pace sia necessario capire anche i veri rischi della guerra e le sofferenze che essa provoca.[1]

Articolo pubblicato su AnimeClick.it, 15 aprile 2016

  • Fin da quando ero bambino, a circa 9-10 anni, ho sempre desiderato di diventare un mangaka. Come molti della mia epoca sono stato influenzato da Tezuka Osamu, e già a 9 anni ero un grande appassionato delle sue opere. È stato proprio in quel periodo che ho deciso di voler diventare da grande un disegnatore di fumetti.
  • La Divina commedia di Dante è stata una delle opere che mi ha ispirato maggiormente. È diventata la base per alcune mie opere molto famose.
  • Come essere umano mi rendo conto di quanto sia difficile scegliere tra il bene e il male, mi rendo conto inoltre che bene e male non sono due entità nettamente distinte, a volte dal bene può nascere il male, e viceversa. Sono due concetti strettamente correlati tra loro.
  • Io sono cresciuto con 4 fratelli; eravamo 5 maschi in casa e non avevamo modo di osservare spesso il mondo femminile. Ai nostri occhi erano qualcosa di misterioso, che non riuscivamo a comprendere. Sono cresciuto con questa immagine del mondo femminile, perciò poi ho iniziato a desiderare di conoscerlo meglio. Per me la figura femminile è sempre stata ideale, per cui provo molta ammirazione ed è sempre stata una fonte d'ispirazione.
  • Quando ho iniziato la mia carriera speravo di poter diventare un giorno un mangaka influente per altri autori. Però ad un certo punto della mia carriera mi sono reso conto che il numero degli artisti che venivano da me per dirmi di essere rimasti influenzati dalle mie opere era talmente grande da sorprendermi. Naturalmente tutto questo mi fa estremamente piacere, ne sono molto contento.
  • Quando disegno mi immagino le voci dei personaggi. In passato quando vedevo le serie basate su quelle serie mi dicevo: "Ma non è questa la voce che avevo pensato per il personaggio, perché hanno fatto questa scelta?" Poi però mi abituavo alla voce pensando che avevano fatto una bella scelta.
  • Mi piace [...] anche guardare anime doppiati in altre lingue. Mi è anche capitato di trovare doppiatori migliori rispetto a quelli originali giapponesi. L'Italia ha una grandissima tradizione di doppiaggio, quindi magari anche qualche traduttore italiano è risultato migliore dell'originale.
  • Io ho sempre pensato di essere un bambino quando creavo storie. [...] Per me era importante venire affascinato dalle mie stesse opere. Penso sia per questo che le mie opere riescono ancora ad affascinare le nuove generazioni, come se avessi trasmesso il mio entusiasmo nelle mie opere, in cui continua a vivere il mio animo e l'energia che ci ho messo a crearle.
  • Sono tantissimi i personaggi che sono rimasti nel cassetto. Non posso fare esempi concreti però mi è capitato di disegnare un personaggio, sottoporlo al direttore editoriale della rivista e venire rifiutato in quanto non era un personaggio che potesse avere successo. In altri casi sono stato io stesso a bocciare una mia creazione, domandandomi se potesse piacere ai lettori e rispondendomi di no.
  1. a b c d Dall'intervista di Luca Raffaelli, «Finché nel mondo ci sarà una guerra...», in Anime Cult n. 1, Sprea, Cernusco sul Naviglio, novembre 2022. ISBN 9788862671002.

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