Francesco Lemmi

storico italiano

Francesco Lemmi (1876 – 1947), storico italiano.

Le origini del Risorgimento italianoModifica

  • [...] le riforme [nel Regno di Napoli] dipendevano unicamente dal capriccio della Corte e dai nervi di Maria Carolina la quale, sia per desiderio d'imitare il fratello Giuseppe II[1] sia per accrescere l'autorità del monarca, favori calorosamente il moto riformatore finché non ebbe paura che si rivolgesse contro lei stessa. Non era amore del pubblico bene, convincimento di un bisogno dei tempi, bensì desiderio di rendere più forte e assoluto il potere regio [...]. (cap. I, p. 11)
  • Maria Carolina [...] considerò le riforme sociali quasi un giuoco di fanciulli, che si lascia quando sia venuto a noia; e fu infatti un vero scherzo la colonia di S. Leucio, fondata nel 1789, fra gli inni della colta borghesia napoletana, e posta sotto l'immediata autorità regia, la quale riuscì un capriccioso miscuglio di principii filosofici innestati sull'assolutismo monarchico, degno riscontro alle pastorellerie del Trianon e ai boschetti dell'Arcadia, mentre si appressava gravido di tempeste il nembo della rivoluzione francese. (cap. I, pp. 11-12)
  • Francesco Conforti, teologo profondo e conoscitore dottissimo della storia ecclesiastica e del diritto canonico, già difensore valoroso dei diritti dello Stato nella questione della Chinea[2], ma ricompensato dalla Corte con la prigione per non essersi piegato a condannare i Saggi Politici di Mario Pagano, eletto ora dal Championnet alla carica di ministro dell'interno, cercava con grande ardore e con fede profonda di educare il popolo all'osservanza dei propri doveri mostrando nelle sue istruzioni un'elevatezza di vedute e una rettitudine di sentimenti che, mentre suscita la nostra ammirazione e il nostro rispetto, mette in luce quale e quanto abisso dividesse quel manipolo di pensatori e di poeti dalla gran massa del popolo superstizioso e ignorante. (cap. III. p. 252)
  • La Toscana eretta, come si è detto, in granducato dell'impero (marzo 1809) era stata concessa ad Elisa Bonaparte, moglie a Felice Baciocchi. Già come duchessa di Lucca, di Piombino, della Lunigiana, di Massa e Carrara, Elisa, più intelligente e più energica del marito, aveva dato prova di ottime qualità, migliorando le leggi penali e la procedura, compiendo opere pubbliche importanti, favorendo gli studii; onde la sua memoria restò gradita ed onorata presso i lucchesi. (cap. IX, p. 385)

NoteModifica

  1. Giuseppe II d'Asburgo-Lorena (1741 – 1790), imperatore del Sacro Romano Impero e arciduca d'Austria.
  2. Termine usato per indicare il tributo che il re di Napoli pagava allo Stato Pontificio.

BibliografiaModifica