Flavio Giuseppe

scrittore, storico, politico e militare romano di origine ebraica

Tito Flavio Giuseppe (37 ca. – 100 ca.), scrittore, storico, politico e militare romano.

Flavio Giuseppe


VitaModifica

IncipitModifica

La mia famiglia non è oscura, anzi, è di discendenza sacerdotale: come presso ciascun popolo esiste un diverso fondamento della nobiltà, così da noi l'eccellenza della stirpe trova conferma nell'appartenenza all'ordine sacerdotale.

CitazioniModifica

  • Giunto intorno ai sedici anni, volli fare esperienza delle tendenze dottrinali esistenti presso di noi, che sono tre, come ho avuto più volte modo di dire, e cioè la prima, dei Farisei, la seconda, dei Sadducei, e la terza, degli Esseni; avrei potuto scegliere la migliore, così pensavo, solo se le avessi conosciute tutte a fondo. (v. 2.9)
  • Vi trovai già i primordi delle agitazioni rivoluzionarie, e molti che si scaldavano progettando la rivolta contro i Romani. Io tentai allora di calmare i sediziosi e di persuaderli a cambiare idea, aprendo loro gli occhi su chi erano coloro ai quali volevano fare la guerra, e di convincerli che non solo erano militarmente inferiori ai Romani, ma anche meno fortunati. (v. 4.17)
  • Avevo allora circa trent'anni, un'età nella quale, anche se uno si tiene lontano dalle passioni illecite, gli è difficile sfuggire alle calunnie dell'invidia, specialmente se si trova in una posizione di grande responsabilità; eppure, io rispettai la virtù di tutte le donne, e respinsi qualunque donativo come se non sapessi che farmene: non accettai neppure di prendere da chi me le portava le decime che, in quanto sacerdote, mi erano dovute. (15.80)
  • Vidi molti prigionieri crocifissi e ne riconobbi tre che erano stati miei amici, ne ebbi il cuore straziato e mi recai piangendo a dirlo a Tito. Egli ordinò immediatamente che fossero tirati giù e che ricevessero le cure più attente. Due, nonostante le cure, morirono, ma il terzo sopravvisse. (75.420-421)

ExplicitModifica

Ecco, questo è quanto ho fatto nel corso dell'intera mia vita, e sulla sua base altri giudichino pure il mio carattere, così come a loro piacerà. E dato che ora ti ho consegnato, eccellentissimo Epafrodito, il testo completo delle mie Antichità, non mi resta che interrompere la mia narrazione.

Contro ApioneModifica

IncipitModifica

Credo, potente Epafrodito, di avere sufficientemente chiarito nella mia Storia antica, a coloro che la leg­geranno, l’antichità della nazione giudaica, la particolarità della sua origine e di avere spiegato come i Giudei si sono stabiliti nella terra che ora abitiamo. La storia che ho scritto in greco seguendo i nostri libri sacri abbraccia cinquemila anni

CitazioniModifica

  • Non si trova, d'altronde, presso i Greci, alcuno scritto considerato più antico della poesia di Omero, ed anche questa è chiaramente posteriore alla guerra di Troia; dicono inoltre che Omero non ab­bia lasciato i suoi poemi per iscritto, ma, tramandati dalla memoria, essi sarebbero stati dei canti raccolti successivamente ed è per questo che vi sono in essi tante discordanze (I, 12)
  • Infinite sono le distinzioni nei particolari tra i costumi e le leggi di tutti gli uomini. Si potrebbero così riassumere: alcuni hanno affidato l'autorità di governo a monarchie, altri a oligarchie, altri ancora alle masse. Il nostro legislatore, invece, non si soffermò su nessuna di tali forme, ma determinò un governo che - forzando la lingua - si potrebbe chiamare teocrazia, riponendo in Dio il potere e la forza (II, 165-166)
  • Ma noi siamo stati persuasi che la Legge fu istituita fin dalle origini per volontà di Dio e sarebbe empio non osservarla (II, 184)
  • Non abbiamo esercitato il coraggio nel suscitare guerre per avidità, ma per conservare le nostre leggi. Sopportiamo pazientemente le altre sconfitte, ma quando alcuni ci costringono a modificare le nostre leggi, allora scegliamo la guerra e resistiamo alle sventure fino in fondo (II, 272)

Citazioni su Flavio GiuseppeModifica

  • Era credulone e facile all'esagerazione. (Voltaire)
  • Giuseppe aveva tutte le qualità del grande narratore: la sottigliezza psicologica, l'arte del ritratto, la forza drammatica, il pathos, l'amore per i contrasti di luce e di tenebra, l'alone epico. Persino la sua passione faziosa — l'amore per Israele e l'odio per gli Zeloti — contribuisce alla bellezza dei libri di Giuseppe. Dalla sua lettura, usciamo sconvolti e trasformati (Pietro Citati)

BibliografiaModifica

  • Flavio Giuseppe, In difesa degli ebrei: contro Apione, traduzione di Francesca Calabi, Marsilio, Venezia, 1993. ISBN 88-317-5687-7
  • Flavius Iosephus, Autobiografia (Vita), traduzione di Elvira Migliario, Fabbri editori, Milano, 1997.

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OpereModifica