Eugen Herrigel

filosofo tedesco

Eugen Herrigel (1884 – 1955), filosofo tedesco.

Il tiro con l'arco giapponese in una illustrazione d'epoca

Lo Zen e il tiro con l'arcoModifica

IncipitModifica

Veder collegare lo Zen – qualunque cosa s'intenda per esso – con il tiro con l'arco deve apparire alla prima un intollerabile avvilimento. Anche se per generoso spirito di conciliazione si accettasse di considerare il tiro con l'arco un'"arte", difficilmente si sarebbe disposti a cercare in essa qualcosa di diverso da una prestazione chiaramente sportiva. Ci si aspetterà dunque di sentir parlare di mirabolanti prodezze di maestri d'arco giapponesi, i quali hanno il privilegio di potersi richiamare a una veneranda tradizione nell'uso dell'arco e delle frecce, mai definitivamente abbandonata. Sono infatti soltanto poche generazioni che nell'Estremo Oriente le armi moderne hanno soppiantato, s'intende in caso di guerra, i vecchi strumenti di combattimento; ma l'uso di questi non venne mai interrotto e continuò a diffondersi, e da allora viene coltivato in una cerchia sempre più vasta. Ci si attenderà dunque una descrizione del modo particolare con cui si pratica oggi in Giappone il tiro con l'arco come sport nazionale?

CitazioniModifica

  • Per tiro con l'arco in senso tradizionale, che egli stima come arte e onora come retaggio, il giapponese non intende uno sport, ma, per strano che possa apparire, un rito. (p. 17)
  • Lo Zen, come ogni mistica, può esser compreso solo da chi è egli stesso un mistico e perciò non cade nella tentazione di carpire per altre vie ciò che l'esperienza mistica di nega. (p. 24)
  • «Lei deve» rispose il maestro «tenere la corda tesa come un bambino piccolo tiene il dito che gli si porge. Lo tiene così stretto che non finiamo di meravigliarci della forza di quel minuscolo pugno. E quando abbandona il dito lo fa senza la minima scossa. Sa perché? Perché il bambino non pensa [...]». (p. 45)

BibliografiaModifica

  • Eugen Herrigel, Lo Zen e il tiro con l'arco, traduzione di Gabriella Bemporad, Adelphi, 2019. ISBN 88-459-0177-5

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