Eric Hoffer

scrittore e filosofo statunitense

Eric Hoffer (1902 – 1983), scrittore e filosofo statunitense.

Eric Hoffer nel 1967

Citazioni di Eric HofferModifica

  • È più facile amare l'umanità che il proprio vicino.
It is easier to love humanity as a whole than to love one's neighbor.[1]
  • Esponetevi al caso, ad esempio, andate in una libreria e scorrete a caso i testi di una materia che vi interessa. Non consultate una bibliografia, non basatevi su quello che vi hanno detto. Non adottate mai un metodo che possa limitare il caso.[2]
  • Il sostituto della fiducia in sé stessi è la fede; il sostituto dell’autostima è l’orgoglio; il sostituto dell’equilibrio personale è la fusione con gli altri in un gruppo compatto.[2]
  • I movimenti di massa attraggono e conservano un loro seguito non già perché riescono a soddisfare il desiderio di migliorarsi, ma perché riescono a soddisfare la passione per la rinuncia a se stessi.[2]
  • I nostri più grandi sforzi sono rivolti non a nascondere il male e il brutto in noi, ma il vuoto. La cosa più difficile da nascondere è quello che non c'è.[3]
  • La fede assoluta corrompe in modo altrettanto assoluto quanto il potere assoluto.
Absolute faith corrupts as absolutely as absolute power.[4]
  • La maggior parte degli atti d’accusa contro le macchine, come tutti sanno, proviene da scrittori, poeti, filosofi e studiosi – uomini di lettere – che non hanno alcuna esperienza personale di cosa significhi lavorare e vivere con un macchinario.[2]
  • La nostra frustrazione è maggiore quando abbiamo tanto e vorremmo di più, che quando non abbiamo nulla e vorremmo qualcosa.[2]
  • La prova basilare della libertà umana non è tanto in ciò che siamo liberi di fare quanto in ciò che siamo liberi di non fare.[3]
  • Possiamo essere assolutamente certi soltanto delle cose che non conosciamo.[3]
  • Qual è il più acuto problema che deve affrontare la dirigenza di un regime comunista? Come indurre la gente a lavorare.[2]
  • Rammento ancora il mio disprezzo quando lessi per la prima volta la descrizione fatta da Marx della disposizione degli operai verso il lavoro in una società capitalistica. Il lavoratore, dice Marx, sente di essere fisicamente e moralmente debilitato dalle proprie mansioni. Egli vive da esule nel suo stesso luogo di lavoro e si sente a casa solo quando ne è lontano. In vita sua, Marx non ha mai fatto un solo giorno di lavoro e non si è mai preso il disturbo di scoprire cosa risponderebbe davvero un operaio se gli si chiedesse come si sente quando lavora. Semplicemente egli dava per scontato che gli operai fossero una specie inferiore di intellettuali.[2]

The Passionate State of Mind, and Other AphorismsModifica

  • L'inizio del pensiero è il disaccordo – non solo con gli altri ma anche con noi stessi.
The beginning of thought is in disagreement — not only with others but also with ourselves. (p. 260)[5]
  • La debolezza di un'anima è proporzionata al numero di verità che può sopportare.
The weakness of a soul is proportionate to the number of truths that must be kept from it. (paragrafo 61)
  • Per conoscere la religione di una persona non dobbiamo ascoltare la fede che dice di professare, ma dobbiamo trovare il suo tipo di intolleranza.
To know a person's religion we need not listen to his profession of faith but must find his brand of intolerance. (paragrafo 215)
  • Puoi scoprire ciò che più teme il tuo nemico osservando i mezzi di cui si serve per spaventarti.
You can discover what your enemy fears most by observing the means he uses to frighten you. (paragrafo 222)
  • Quando crediamo di possedere l'unica verità, è probabile che siamo indifferenti alle normali verità quotidiane.
When we believe ourselves in possession of the only truth, we are likely to be indifferent to common everyday truths. (paragrafo 83)
  • Quando le persone sono libere di fare a modo loro, in genere si mettono ad imitarsi a vicenda.
When people are free to do as we please, they usually imitate each other. (paragrafo 33)

NoteModifica

  1. Da The Ordeal of Change, 1963, cap. 11, "Brotherhood".
  2. a b c d e f g Citato in Alberto Mingardi, Dal populismo alla dittatura il passo èstato sempre breve, Il Foglio Quotidiano, 31 luglio 2022, p. VIII-IX.
  3. a b c Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
  4. Da Reflections on the Human Condition, 1973, paragrafo 13.
  5. Citato in The Columbia Dictionary of Quotations, a cura di Robert Andrews, Columbia University Press, 1993, p. 741.

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