Elisabetta Rasy

scrittrice italiana

Elisabetta Rasy (1947 – vivente), giornalista, saggista e scrittrice italiana.

La scienza degli addiiModifica

  • [Su Nadežda Jakovlevna Mandel'štam e Osip Mandelstam] In aprile arrivano a Suchum in Abchazia, città di lutto, tabacco e aromatici olii vegetali; Osip decide che è da lì che bisogna iniziare lo studio delle lingue del Caucaso, perché ogni parola comincia per a. Ma se le vocali sono amiche, le infinite gutturali lo intrappolano. (p. 121)
  • Quando Nadežda e Osip si conobbero, tutto intorno a loro cambiava nome e destinazione: le città, le vie, le piazze. Anche il tempo. All'inizio dell'anno successivo alla rivoluzione vennero tolti ai russi quindici giorni di vita: i bolscevichi decisero di passare dal calendario giuliano a quello occidentale gregoriano, così il 31 gennaio 1918 divenne il 14 febbraio 1918. Lì per lì quel taglio non sembrò granché, ma le date di nascita cominciarono a vacillare. (p. 15)
  • [Su Nadežda Jakovlevna Mandel'štam] Osip le parla della morte della madre. È terribile che l'uomo abbia trovato una parola per designare la morte, le dice. Com'è possibile chiamarla con un nome? Ha forse un nome? Un nome è una definizione. Come se uno della morte sapesse qualcosa... (p. 17)
  • Per quei soldi ogni tanto litigano. Al mercato un giorno Nadežda ha in tasca tre rubli sufficienti per comprare la carne, ma Osip vede degli iris di uno sfolgorante color violetto e li desidera; Nadja sta per comprarne uno, ma lui li vuole tutti... tutti o niente... (p. 173)

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