Eccidio di Cefalonia

Crimine di guerra tedesco

Citazioni sull'eccidio di Cefalonia, episodio bellico della seconda guerra mondiale.

  • [Riferendosi al comportamento collaborazionista di un migliaio di italiani superstiti] «Tutti quei morti, — disse ancora lo zio Alvaro, — sono morti per niente, e il resto è merda: la guerra, il seguito, tutto». Rimase a lungo in silenzio. «Se ti dicessi, — riprese, — che tra i sopravvissuti c'è stato anche chi ci ha fatto la carriera, su quella strage, tu forse non mi crederesti. Invece il carrierista c'è stato. Così come ci sono stati quelli che all'indomani della strage si sono offerti di passare coi tedeschi, senza che nessuno ce li costringesse, bada bene! Di loro scelta. Volontariamente. Quasi mille italiani, a Cefalonia, sono poi diventati collaborazionisti, subito dopo il massacro; hanno aiutato gli assassini a liberarsi dei cadaveri, a rimettere in sesto le difese costiere, a falsare le carte dell'eccidio e, infine, il tocco d'artista: quando i tedeschi si sono ritirati, loro si sono finti partigiani e sono rientrati in Italia con gli onori delle armi... Non mi vuoi credere? Ti dà nausea? E allora, se sei debole di stomaco, devi lasciar perdere quel tuo romanzo. La storia è merda, Sebastiano. Secolo dopo secolo. Tonnellata dopo tonnellata. Un immenso letamaio e basta». (Sebastiano Vassalli)
  • La presunta «resistenza» dei mille italiani rimasti a Cefalonia, armati al servizio dei tedeschi fino al settembre del'44, è una favola (avallata probabilmente dagli stessi tedeschi) con cui si è tentato di coprire una pagina ingloriosa del costume nazionale di sempre. (Sebastiano Vassalli)
Mappa di Cefalonia

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