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Domenico Scinà

fisico e storico italiano

Domenico Scinà (1765 – 1837), fisico e storico italiano.

Citazioni di Domenico ScinàModifica

  • I Siciliani erano in que' dì famosi nell'arte delle paste, dei confortini, degl'intingoli, e degli altri saporetti con cui condivano le vivande, e come il cacio di Sicilia era allora pregiato così l'adopravano a condimento quasi in ogni cibo, e vi aggiungevano olio, ed altri untumi. Archestrato disapprovò tale uso.[1]

Incipit di Discorso intorno ad ArchimedeModifica

La fama di Archimede suona così chiara presso di tutti, che scriverne l'elogio si potrebbe forse reputare un'opera inutile e superflua. I matematici d'ogni età pieni di venerazione han ricordato il nome di lui, e lui hanno mostrato come uno di que' pochi, che vaghi del sapere e speculando nelle scienze sono là giunti dove può umano intelletto. Se da geometri ci rivolgiamo agli storici, e in generale a tutti gli eruditi, troviamo, che alla venerazione di quelli si è aggiunta l'ammirazione di questi. Hanno essi tra le invenzioni di Archimede quelle riferito, che colpiscono i sensi, quali son le meccaniche, e queste lodando e talvolta esagerando gli han decretato il primo posto d'onore tra gli scienziati.

NoteModifica

  1. Dal commento ad Archestrato in Storia letteraria di Sicilia dei tempi greci, 1859, p. 205.

BibliografiaModifica

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