Deus Ex: Human Revolution

videogioco del 2011

Deus Ex: Human Revolution

Immagine Deus Ex human revolution logo.jpg.
Sviluppo Eidos Montréal
Pubblicazione Square Enix
Anno 2011
Genere sparatutto in prima persona, action RPG, stealth
Tema fantascienza
Piattaforma Microsoft Windows, Xbox 360, PlayStation 3, macOS, Wii U
Serie Deus Ex
Preceduto da Deus Ex: Invisible War
Seguito da Deus Ex: Mankind Divided

Deus Ex: Human Revolution, videogioco del 2011, terzo titolo della serie Deus Ex e prequel del primo Deus Ex.

FrasiModifica

  • Ciò che rende umani è la capacità di superare le avversità, non sono la carne o le ossa, né il nostro sangue. Io sono composto di parti meccaniche, ma sono pur sempre vivo. Sono pur sempre umano. (Adam Jensen)
  • La tecnologia ci offre la forza, la forza consente il dominio e il dominio spalanca le porte dell'abuso. (Adam Jensen)
  • Le ferite guariscono, ma non sempre la psiche è così forte. (Bill Taggart)
  • Ciao, Adam. Sei sull'orlo del baratro. Non siamo ancora alla fine del mondo, ma da qui la puoi vedere. (Eliza Cassan)

DialoghiModifica

  • Adam Jensen: Ti senti una specie di dottor Frankenstein... E ora vuoi uccidere il mostro...
    Hugh Darrow: A dire il vero, signor Jensen, preferisco immaginarmi nei panni di Dedalo, che osserva impotente il figlio cadere in mare.
  • Eliza Cassan: Siamo in un momento decisivo, l'intera società è in bilico. Darrow sperava di ottenere il risultato che desiderava... rivelando al mondo tutto quello che tu sai già. Del biochip... degli Illuminati... tutto quanto. Credeva che l’umanità avrebbe abbandonato le ricerche nel campo delle tecnologie di potenziamento umano se avesse saputo la verità.
    Adam Jensen: Di sicuro avrebbe imparato a temerle.
    Eliza Cassan: Questo è vero... La confessione di Darrow è pronta. Se vuoi posso inviarla su tutti i canali dei media, non appena avrai disattivato il segnale. Tutto ciò che ti sei impegnato a scoprire sarà portato alla luce del sole, ma per farlo dovrai disattivare la trasmissione usando questo comando. Se lo desideri, però, posso modificare il messaggio di Darrow. Nascondere la creazione del biochip, sostituendola con dei nuovi contenuti.
    Adam Jensen: Contenuti che accusano il Fronte Umanitario, come suggeriva Sarif.
    Eliza Cassan: L’organizzazione ha già ammesso i propri rapporti con gruppi di terroristi. Sarebbe facile convincere l’opinione pubblica che, nel tentativo di liberarsi di tutte le persone potenziate, è passata alla guerra biologica.
    Adam Jensen: Ma perché? A cosa servirebbe?
    Eliza Cassan: Con il tempo, potrebbe spostare l’ostilità della popolazione sulle persone i cui pregiudizi sono visti come estremi, lasciando le corporazioni libere di sperimentare come credono con l’evoluzione umana... Se vuoi che intervengo in questo modo, però, devi disattivare il segnale e attivare la funzione di modifica video, da qui. In alternativa, il messaggio di Darrow può essere modificato cancellando tutti i riferimenti al gruppo noto come Illuminati. Posso affermare che, per la mancanza di regolamenti precisi, grandi quantità di neuropozina sono state contaminate prima di arrivare sul mercato.
    Adam Jensen: Taggart ne sarebbe felice... Pensi che il mondo crederà alle storie sull’avvelenamento della neuropozina?
    Eliza Cassan: Saresti sorpreso da cosa è disposto a credere il mondo... Posso convincerli. Dopo aver sperimentato in prima persona gli effetti della negligenza delle corporazioni, molte persone spingeranno perché vengano poste in atto delle limitazioni alle ricerche sul potenziamento umano. Pero’, per prima cosa, devi disattivare il segnale e attivare la funzione di modifica video, da qui. Ovviamente, c’è anche un’altra possibilità. Quel passaggio conduce ai controlli della pressione di Panchaea. Se li distruggerai, l’installazione collasserà su se stessa, schiacciata dal peso della pressione oceanica. Tutti coloro che sono presenti al suo interno moriranno.
    Adam Jensen: Sarebbe la soluzione?!
    Eliza Cassan: Nessuno potrà dire al mondo quello che è successo, Adam. Nessuno potrà influenzare la storia.
    Adam Jensen: Me compreso.
    Eliza Cassan: La scelta è tua. Credi di essere sufficientemente saggio per decidere del futuro della razza umana? Oppure vuoi che sia l’umanità a trovare da sola le risposte?

ExplicitModifica

Explicit IModifica

  • Eliza Cassan: In questo modo, la verità nuda e cruda della confessione di Darrow potrebbe convincere l’umanità a mettere da parte scienza e tecnologia, per fare in modo che le generazioni future crescano libere e integre. Sei sicuro della tua scelta?
    Adam Jensen: Sì.
    Eliza Cassan: E sia, allora.
    Adam Jensen: Albert Einstein ha detto: “Il progresso tecnologico è come un’ascia nelle mani di un pazzo criminale”. Ci ho messo un po', ma ora capisco tutto. Quante volte abbiamo inseguito il sogno del progresso, solo per vederlo naufragare? Quante volte le macchine che abbiamo creato per migliorare le nostre vite, ne hanno spente milioni... E ora vogliamo rivolgere quel sogno verso di noi, per migliorare radicalmente ciò che siamo. L’esperienza insegna quanto può essere pericoloso. Quante volte, mentre svolgevo il mio dovere, sono stato a un passo dal ricorrere a qualche scorciatoia, abusando del mio potere? Ho resistito, a volte a stento, solo per rispetto della vita umana e delle mie convinzioni. Ma posso disprezzare coloro che non ce l’hanno fatta? La tecnologia ci offre la forza, la forza consente il dominio e il dominio spalanca le porte dell’abuso. Darrow lo aveva capito. Sapeva che ricorrere alla tecnologia per diventare più di quello che siamo avrebbe potuto renderci incapaci di amare, di avere aspirazioni e fare scelte morali. Di tutto ciò che ci rende davvero umani. Inoltre avrebbe potuto dare ad alcuni uomini il potere di guidare le scelte degli altri, prescindendo dalla dignità umana. Le sofferenze causate da Darrow non sono la fine del mondo: sono il seme del cambiamento. E il cambiamento non viene mai senza dolore.

Explicit IIModifica

  • Eliza Cassan: In questo modo, l’opinione pubblica concentrerà il suo odio sui responsabili della guerriglia biologica, lasciando le corporazioni libere di sperimentare l’evoluzione umana. Sei sicuro della tua scelta?
    Adam Jensen: Sì.
    Eliza Cassan: E sia, allora.
    Adam Jensen: Sarif aveva ragione su una cosa. Il desiderio di superare i limiti è nella natura umana. E’ così. Avevamo freddo, abbiamo creato il fuoco. Eravamo deboli, abbiamo creato gli utensili. Ogni volta che un ostacolo ci si è parato dinanzi, abbiamo usato creatività e ingegno per superarlo. Questo ciclo è inevitabile... Ma i risultati saranno sempre positivi? Immagino dipenda dal come lo si affronta. In questi mesi sono stato messo alla prova più volte: ho cercato di lasciarmi guidare dalla morale, consapevole del fatto che le mie azioni non dovevano arrecare danni ad altri. Non ho forse resistito, più volte, all’impulso di abusare del mio potere per raggiungere più rapidamente i miei obiettivi? In passato abbiamo dovuto correggere le nostre debolezze, con soluzioni che andavano a beneficio di pochi. Ma se non dovessimo più sentirci deboli o vittime di conflitti morali? Se la via che Sarif vuole tracciare consentisse di perseguire valori elevati e stabili? Una cosa è evidente: per la prima volta nella storia abbiamo la possibilità di rubare davvero il fuoco agli Dèi. Volgere la testa ora, abbandonare il sogno di un futuro dove tecnologia e biologia si uniscono, portando alla promessa di un’unità, significherebbe negare la nostra essenza più profonda. La strada da percorrere sarà ardua, molte persone soffriranno, ma ne vale la pena per raggiungere il sogno? Possiamo diventare quegli Dèi che abbiamo sempre sognato. E potrebbe riuscirci bene.

Explicit IIIModifica

  • Eliza Cassan: In questo modo, i danni su larga scala provocati dalla negligenza delle corporazioni spingeranno la razza umana ad attuare severe limitazioni alle ricerche sul potenziamento umano. Sei sicuro della tua scelta?
    Adam Jensen: Sì.
    Eliza Cassan: E sia, allora.
    Adam Jensen: Libertà... Per coloro che ne sono privi, è più preziosa dell’oro. Ma quali devono essere i suoi limiti? Noi umani pensiamo spesso di avere il diritto di espanderci, assorbire, convertire e possedere tutto ciò che serve per realizzare i nostri sogni. Quante volte però questo ha portato al conflitto con altri individui convinti della stessa cosa? Guardo le sfide che ho affrontato, il modo in cui le ho superate, e capisco che la morale può essere la nostra salvezza. Non ho agito confrontandomi sempre con i miei valori, pensando alle conseguenze sugli altri? Molte volte ho resistito alla tentazione di abusare del mio potere per arrivare prima ai miei obiettivi. Sono rimasto fedele alla mia umanità, ma la tentazione di ignorarla era sempre con me. E’ questa tentazione a spaventare Taggart. Lui non teme la libertà, ma il caos che si scatena quando gli individui hanno come unico limite la loro morale. Lui vuole regolare le tecnologie di potenziamento umano perché teme un potere senza alcun limite, senza alcuna guida che impedisca il nascere dell’abuso. La libertà totale non è migliore del caos. La società ha bisogno di leggi e di regole che la proteggano. Se gli uomini e le donne di Taggart sono costretti a operare nell’ombra, affinché procediamo nella giusta direzione, è forse sbagliato sostenerli? Se sono saggi come afferma Taggart, come possono fallire? Spero siano all’altezza del compito.

Explicit IVModifica

  • Eliza Cassan: In questo modo il mondo dovrà confrontarsi con delle domande, a cui forse, non darà mai delle risposte. Sei sicuro della tua scelta?
    Adam Jensen: Sì.
    Eliza Cassan: Ci è rimasto poco tempo, Adam. Se posso dire una cosa, è stato bello conoscerti.
    Adam Jensen: Credo davvero che l’umanità possa salvarsi? Ecco cosa mi ha chiesto Eliza. In verità... non lo so. Dopo tutto ciò che ho visto, il caos e i combattimenti attorno a me. L’unica cosa in cui voglio credere è... che alla fine gli esseri umani ce la faranno. Negli ultimi mesi ho affrontato molte situazioni pericolose. Potevo arrendermi, più volte, ma il desiderio di scoprire la verità, di svelare segreti nascosti da altri e sopravvivere mi ha spinto a non cedere. Il più delle volte ho agito secondo i miei valori, pensando alle conseguenze delle mie azioni. Mi sono aggrappato alla mia umanità, resistendo all’impulso di abusare di potere e risorse per raggiungere i miei obiettivi e alla fine ho fatto ciò che dovevo. Ma questo significa che ho il diritto di scegliere per tutti? No, perché non spetta a me. E non spetta neppure a Darrow, a Sarif o a Taggart. Saranno gli uomini e le donne comuni a decidere insieme che strada dovrà prendere l’umanità. Tutte quelle persone che infinite volte hanno scelto e realizzato il futuro nel cambiamento, rinunciandovi quand’era negativo, abbracciandolo se positivo. Sapranno rifarlo? Non lo so. Quello che so è che non permetterò a chi si trova in questa stazione, me compreso, di ostacolarli.

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