Apri il menu principale

David Walsh

giornalista sportivo irlandese

David Joseph Walsh (1955 — vivente), giornalista sportivo irlandese.

The ProgramModifica

  • [Sulle prestazioni di Lance Armstrong al Tour '99] È logico tanto quanto un'aragosta in bicicletta in testa al Tour. Un'aragosta con tanto di cassetto e alle spalle la storia commovente di una fuga all'ultimo secondo da un pentolone di acqua bollente.
  • Poche cose fiaccano il morale del gruppo quanto la pioggia, la nebbia e il freddo.
  • Alcuni dei più acuti tra i miei colleghi affermano che se vuoi diventare un giornalista sportivo è meglio che ami la scrittura più che lo sport.
  • Il ciclismo professionistico ha sempre praticato l'omertà e ha giocato un ruolo importante nella cultura del doping.
  • Sul lato in ombra del doping, la vita può essere molto solitaria.
  • Dal 1998 la cultura della US Postal era cambiata rapidamente e chi sceglieva di non doparsi era considerato uno che non voleva impegnarsi per la squadra. Punto.
  • Lance aveva fama nell'ambiente ciclistico di essere un formidabile donnaiolo e i compagni di squadra per un po' lo avevano anche soprannominato FedEx («Quando devi averlo assolutamente in una notte»). Invecchiando, sarebbe diventato più un tipo alla US Postal.
  • Swart era convinto che Armstrong avesse davvero le qualità per essere un corridore eccezionale e ha dichiarato che se il doping non fosse esistito il texano sarebbe comunque stato un campione.
  • Negli anni ho capito che la rabbia non mi ha mai aiutato a convincere chi aveva un'opinione diversa dalla mia.
  • In Floyd Landis potevamo vedere i geni di Lance. Più tozzo, più muscoloso, meno bello, meno scaltro, ma Floyd era Floyd, e aveva una volontà che a volte faceva sembra Lance un Agnellino.
  • Floyd era cresciuto a Farmersville, da mennonita con tutti i crismi: funzione religiosa tre volte alla settimana, niente televisione, niente sport, niente attività fisica di domenica, niente balli, niente abbigliamento giovane, niente contatti con i non virtuosi.
  • I mennoniti là a Lancaster amavano dire che vivevano nel mondo ma non erano del mondo. Per Floyd Landis era lo stesso: nella squadra ma non della squadra.

BibliografiaModifica

  • David Walsh, The Program, traduzione di Claudia Converso, Laura Grassi, Paolo Lucca, Andrea Mazza, Cristina Pradella e Marilisa Santarone, Sperling & Kupfer, Milano, 2015. ISBN 978-88-200-5988-0

Altri progettiModifica