David Madsen è lo pseudonimo di un professore universitario inglese.

Amnesie di un viaggiatore involontario

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  • ... quando a un tratto, nel momento esatto in cui potavo alle labbra la forchetta con un boccone di filet de bœuf poêlé villette, le luci si spensero e piombai di colpo in un nulla nero come la pece. Con una serie di tremolii e di scossoni, il treno si fermò. Guardare dal finestrino era del tutto inutile, perché il buio era impenetrabile fuori come lo era dentro. Ero avvolto da un profondo silenzio d'inchiostro, sepolto nelle sue abissali profondità, così come il treno era sepolto tra le gelide lande innevato cche lo chiudevano da ogni parte. Improvvisamente udii una voce parlarmi vicinissima all'orecchio e sobbalzai, disorientato, anzi, quasi allarmato, perché a quanto mi pareva di ricordare ero l'unico passeggero nel vagone ristorante. (incipit)
  • La musica era particolarmente toccante: una costruzione rigorosamente matematica in modalità (così mi parve) postcileana, nella quale ogni voce postulava tesi, antitesi e sintesi armonica per poi fonderle insieme in un interminabile canone che dalle note più basse, incorporando tutti gli strumenti, saliva poi di tonalità fino a raggiungere uno struggente climax sulla dominante, e poi scendeva ancora per fermarsi su un corale sussurro nella minore. Più o meno, insomma, qualcosa del genere. (p. 139)

[David Madsen, Amnesie di un viaggiatore involontario, traduzione di Francesco Francis, Meridiano Zero, 2007. ISBN 8882371158]

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