Clarice Lispector

scrittrice, poetessa e pittrice ucraina

Clarice Lispector (1920 – 1977), scrittrice, giornalista e traduttrice ucraina naturalizzata brasiliana.

Clarice Lispector

Dove siete stati di notteModifica

  • Coerenza vuol dire mutilazione. (La partenza del treno)
  • [...] il desiderio, che è la molla della vita animale. (La relazione della cosa)
  • La follia è compagna della più crudele insensatezza. (Tempesta di anime)
  • Si può pensare in fretta al giorno che è trascorso. O agli amici che sono passati e che si sono perduti per sempre. Ma è inutile sottrarsi: c'è il silenzio. Anche la peggior sofferenza, quella dell'amicizia perduta, è soltanto fuga. (Silenzio)

La passione secondo G.H.Modifica

  • Creare non è immaginazione, è correre il rischio grande di accedere alla realtà.
  • È umiliato solo chi umile non è, e al posto dell'umiliazione dovrei piuttosto parlare della mia mancanza di umiltà; e l'umiltà è assai più di un sentimento, è la realtà vista con un minimo di buon senso.
  • Sapevo che l'errore di base della vita era quello di avere disgusto di una blatta. Avere disgusto nel baciare il lebbroso significava ancora e sempre che io sbagliavo la mia prima vita in me – provare disgusto mi contraddice, contraddice in me la mia materia.
  • Solitudine è non aver bisogno. Non aver bisogno lascia un uomo molto solo, assolutamente solo.

Un apprendistato o Il libro dei piaceriModifica

  • La tragedia di vivere esiste, eccome, e noi la sentiamo. Ma ciò non impedisce che abbiamo un profondo accostamento all'allegria di questa stessa vita.
  • "Non capire" era talmente vasto che oltrepassava qualsiasi capire – capire era sempre limitato. Ma non-capire non aveva frontiere e portava all'infinito, al Dio. Non era un non-capire da semplice di spirito. Il bello era avere un'intelligenza e non capire. Era una benedizione strana come quella di essere nella follia senza essere pazza. Era un tranquillo disinteresse per le cose dette dell'intelletto, una dolcezza da stupidità.
    Ma di tanto in tanto veniva l'inquietudine insopportabile: avrebbe voluto capire quanto bastava per avere perlomeno coscienza di quello che non capiva. Anche se in fondo non avrebbe voluto capire. Sapeva che non era possibile e tutte le volte che aveva pensato di essersi capita era stato perché aveva capito male. Comprendere era sempre un errore – preferiva la vastità tanto ampia e libera e senza errori che era il non-capire. Era brutto, ma perlomeno si sapeva di essere in piena condizione umana.
  • Ora pensava che la capacità di soffrire era la misura di grandezza d'una persona e di questa salvava la vita interiore.
  • Scrivere senza stile è il massimo che chi scrive arriva a desiderare.

Incipit di alcune opereModifica

L'ora della stellaModifica

A questo mondo tutto è cominciato con un sì.[1]

Legami familiariModifica

Le sembrava che i tram si incrociassero nella stanza e facessero vibrare la sua immagine riflessa.[1]

Citazioni su Clarice LispectorModifica

  • Dotata di un enorme talento e di una personalità rara, dovrà soffrire, fatalmente, per il peso di entrambi, dal momento che gode ampiamente dei loro benefici. (Gilda de Souza e Mello)[2]
  • Era insicura e chiedeva spesso alle persone il loro parere. Con gli altri libri Clarice non aveva dimostrato questa insicurezza. Con Água Viva sì. Quella fu l'unica volta che vidi Clarice esitare prima di portare un libro all'editore. Lei disse lei stessa. (Olga Borelli)[3]
  • Lo scarafaggio è l’unico riferimento all’opera di Kafka, e se per molti brasiliani Clarice Lispector è un’icona della letteratura nazionale, per me è lo scrittore ebreo più importante dopo Kafka. Clarice si è posta domande, e ha anche trovato delle risposte, sulle più tipiche questioni ebraiche: la bellezza e l’assurdità di vivere in un mondo in cui Dio è morto e coloro che in maniera un po’ folle sono determinate a scovarLo. (Benjamin Moser)[4]
  • Per la prima volta un autore brasiliano va oltre la semplice approssimazione in questo campo quasi vergine della nostra letteratura, per la prima volta un autore penetra fino in fondo la complessità psicologica dell'anima moderna. (Sérgio Milliet)[5]

NoteModifica

  1. a b Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937
  2. Citato in Benjamin Moser, Why this World: A Biography of Clarice Lispector, Oxford, Oxford University Press, 2009, OCLC 456549810
  3. Citato in Arnaldo Franco Júnior, Clarice, segundo Olga Borelli, in Minas Gerais Suplemento Literário, 19 dicembre 1987.
  4. Citato in Perché bisognerebbe conoscere Clarice Lispector, in "Rivista di Cultura Brasiliana", n. 2, Roma, settembre 2013, p. 11.
  5. Citato in Diário crítico, II, São Paulo, Livraria Martins Editora, 1981, p. 32. OCLC 819722299

BibliografiaModifica

  • Clarice Lispector, Dove siete stati di notte, in Tutti i racconti, traduzione di Adelina Aletti, Roberto Francavilla, Feltrinelli, Milano, 2019. ISBN 9788858837436
  • Clarice Lispector, La passione secondo G.H., traduzione di Adelina Aletti, Feltrinelli, Milano, 2019. ISBN 9788858835302
  • Clarice Lispector, Un apprendistato o Il libro dei piaceri, traduzione di Rita Desti, Feltrineli, Milano, 2020. ISBN 9788858838587

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