Christine de Pizan

scrittrice e poetessa francese d'origine italiana
Christine de Pizan tiene una lezione

Christine de Pizan, o anche Christine de Pisan, nata Cristina da Pizzano (1365 – 1430 ca.), scrittrice e poetessa francese di origini italiane.

Citazioni di Christine de PizanModifica

  • [Dopo la vedovanza] Mi ritrovai con un animo forte e ardito, | di cui mi stupivo, ma capii | di essere diventato un vero uomo. [...] Allora diventai un vero uomo, non è una storia, | capace di condurre le navi, | Fortuna mi insegnò questo mestiere. (da Livre de mutacion de la fortune, 1403[1])
  • Sola, alla porta o alla finestra, | sola, nascosta in un angolo, | sola, mi nutro di lacrime, | sola, dolente o quieta, | sola, non c'è nulla di più triste. | Sola, chiusa nella mia stanza, | sola, senza più amico. || Sola, ovunque e in ogni luogo, | sola, che io vada o che rimanga, | sola, più di ogni altra creatura, | sola, abbandonata da tutti, | sola, duramente umiliata, | sola, sovente tutta in lacrime, | sola, senza più amico.[2]
Seulete sui a uis ou a fenestre, | seulete sui en un anglet muciee, | seulete sui pour moi de pleurs repaistre, | seulete sui, dolente ou apisiee; | seulete sui, rien n'est qui tant messiee; | seulete suis, en ma chambre enserree, | seulete sui, sanz ami demouree. || Seulete sui partout et en tout estre; | seulete sui, ou je voise ou je siee; | seulete sui plus qu'aultre riens terrestre, | seulete sui, de chascun delaissiee, | seulete sui durement abaissiee, | seulete sui, souvent toute esplouree, | seulete sui, sanz ami demouree. (da Seulete sui)

La città delle dameModifica

  • [...] in ogni trattato filosofi e poeti, predicatori e la lista sarebbe ancora lunga, sembrano tutti parlare con la stessa bocca, tutti d'accordo nella medesima conclusione, che il comportamento delle donne è incline ad ogni tipo di vizio. (p. 43)
  • Semiramide fu una donna di immenso valore e grande coraggio nelle imprese e nell'esercizio delle armi; era così eccellente che la gente di allora, pagana, sosteneva che, per l'immenso potere che lei deteneva in terra e in mare, era sorella del dio Giove e figlia del vecchio dio Saturno, che dicevano essere gli dèi della terra e del mare. Questa dama fu la sposa del re Nino, che diede il nome alla città di Ninive, e diventò un grande conquistatore grazie all'aiuto di Semiramide, che cavalcava in armi al suo fianco. Egli conquistò la grande Babilonia, i vasti territori degli Assiri e molti altri paesi. Questa dama era ancora molto giovane ancora molto giovane quando Nino venne ucciso da una freccia, durante l'assalto a una città. Dopo aver celebrato solennemente il rito funebre, così come si conveniva, la dama non abbandonò l'esercizio delle armi, anzi più di prima prese a governare con grande coraggio e vigore il suo regno, che comprendeva sia i territori suoi e di suo marito,che quelli conquistati con la spada, e tutti li seppe conservare nobilmente e secondo i dettami della cavalleria. In questo modo essa realizzò tali e tante opere notevoli, che nessun uomo poteva superarla in forza e in vigore. Questa dama di così grande coraggio non temeva nulla e non indietreggiava di fronte al pericolo, anzi si esponeva con tale valore, che respinse tutti coloro che avevano pensato, nella sua vedovanza, di riuscire a strapparle le terre. Era così temuta come guerriera, che non solo mantenne i territori già conquistati ma, alla testa di una grande armata, mosse guerra all'Etiopia, contro cui combatté con ardimento, conquistandola e unendola al suo impero. Da lì partì per l'India e attaccò in forze gli Indiani, ai quali nessuno aveva mai osato dichiarare guerra, li vinse e li soggiogò. In seguito proseguì le conquiste di altri territori tanto che, per farla breve, arrivò a conquistare tutto l'Oriente, sottomettendolo alle sue leggi. Oltre a queste conquiste, Semiramide fece ricostruire e consolidare la città di Babilonia, che era stata fondata da Nemrod e dai giganti, e si trovava nella pianura di Senaar. Questa città era già meravigliosamente grande, forte e crudele, ma Semiramide fece costruire nuove fortificazioni e grandi e profondi fossati tutt'intorno. (pp. 107-109)
  • [...] non bisogna rinunciare a coltivare e accrescere i lati buoni e virtuosi con il pretesto che gli stolti li utilizzano male. (p. 413)

NoteModifica

  1. Citato in Francesco De Martino, Poetesse greche, Levante, 2006, p. 25.
  2. Traduzione di Alfonso Marini; in Dalla sottomissione alla libertà. Alcune riflessioni sul libro di A. Melloni, Amore senza fine. Amore senza fini, in AA.VV. Forum, Studi e Materiali di Storia delle Religioni, Morcelliana, 2016, p. 431. EAN 9788837229979

BibliografiaModifica

  • Christine de Pizan, La città delle dame, a cura di Patrizia Caraffi, edizione di Earl Jeffrey Richards, Luni editrice, 1997. ISBN 88-7984-048-7

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