Cesare Sterbini

librettista italiano (1784-1831)

Cesare Sterbini (1784 – 1831), librettista e letterato italiano.

Copertina di un'edizione del 1946 de Il barbiere di Siviglia, libretto di Cesare Sterbini

Il barbiere di Siviglia

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  • Fiorello: Piano pianissimo | senza parlar. (I, 1)
  • Mille grazie, mio signore, | Del favore, dell'onore... | Ah di tanta cortesia | Obbligati in verità. I, 1)
  • Maledetti, andate via| Ah canaglia, via di qua! (I, 1)
  • Largo al factotum | Della città. (I, 2)
  • Figaro: Numero quindici, a mano manca, | Quattro gradini, facciata bianca. (I, 3)
  • Figaro: All'idea di quel metallo | portentoso, onnipossente, | un vulcano la mia mente | già comincia a diventar. (I, 4)
  • Rosina: Lo giurai, la vincerò. | Io sono docile, | son rispettosa, | sono ubbidiente, | dolce, amorosa, | mi lascio reggere, | mi fo guidar. | Ma se mi toccano | qua nel mio debole, | sarò una vipera, | e cento trappole | prima di cedere | farò giocar. (I, 5)
  • Basilio: La calunnia è un venticello | un'auretta assai gentile | che insensibile sottile | leggermente dolcemente | incomincia a sussurrar. | Piano piano terra terra, | sotto voce, sibilando | va scorrendo, va ronzando; | nelle orecchie della gente | s'introduce destramente, | e le teste ed i cervelli | fa stordire e fa gonfiar. (I, 8)
  • Non son poi di quei babbioni | Che si fanno infinocchiar (I, 8)
  • Figaro: Donne donne, eterni dèi, | chi vi arriva a indovinar? (I, 9)
  • Guarda Don Bartolo! | Sembra una statua. (I, 14)
  • Pace e gioia il ciel vi dia. (II, 2)
  • Questa barba benedetta | La facciamo sì o no? (II, 4)
  • Colla febbre, Don Basilio, | Chi v'insegna a camminar? (II, 4)
  • Berta: Il vecchiotto cerca moglie | vuol marito la ragazza | quello freme, questa è pazza | tutti e due son da legar. | Ma che cosa è questo amore | che fa tutti delirar?... | Egli è un male universale | una smania, un certo ardore | che nel core dà un tormento... | Poverina anch'io lo sento | né so come finirà. | Ah vecchiaia maledetta | che disdetta singolar! | Niun mi bada, niun mi vuole | son da tutti disprezzata | e vecchietta disperata | mi convien così crepar. (II, 6)

Bibliografia

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