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Carlo Puini

orientalista italiano

Carlo Puini (1839 – 1924), orientalista italiano.

TaoismoModifica

IncipitModifica

Vi fu un tempo in cui alcuni religiosi delle tre dottrine che si professano nella Cina cercarono un accordo fra loro, affine d'istituire una nuova scuola, la quale ponesse su gli altari alla venerazione delle genti, le immagini incarnanti il Buddismo, il Confucianesimo e il Taoismo: il nuovo culto doveva essere la sintesi delle dottrine morali predicate da queste tre religioni, diffuse tra i cinquecento milioni di uomini che popolano l'oriente asiatico. Il motto scritto in fronte de' templi di questa setta, fu San-kiao Yi-kiao, «Le tre religioni non fanno che una religione sola».

CitazioniModifica

  • Se prendiamo ad esaminare il carattere fondamentale che distingue il Taoismo dalle altre religioni asiatiche, troveremo a prima giunta, che mentre alcune di esse si occupano singolarmente della parte spirituale o divina dell'uomo, come il Brahmanesimo, o della mente e dell'intelletto, come il Buddismo, esso si occupa invece dell'intero corpo umano, insegnando i modi di mantenerlo sano e vigoroso, e di avvivarne tutte le energie siffattamente da renderlo capace di formare in sé stesso un'anima, la quale, al disfacimento di quello lo sostituisca nell'eternità. (cap. 2, p. 16)
  • Il corpo è, pel Taoista, il fattore essenziale dell'anima immortale: essa ne dipende come l'opera dipende dall'officina che la produce; e se ne spoglia e se ne libera come la farfalla dalla sua crisalide. Il Taoismo può con ragione appropriarsi il concetto Dantesco, che
    ... noi siam vermi
    nati a formar l'angelica farfalla.
    (cap. 2, pp. 16-17)
  • Come si diventa immortali? quali mezzi insegna il Taoismo per convertire il nostro corpo materiale, perituro, corruttibile, attaccato alla terra, in un Essere spirituale, durevole, puro, tendente al cielo? Il primo di questi mezzi, che insegnano i più antichi maestri dei taoisti, è la Purità: purità di spirito, purità di mente, purità di corpo; è il primo gradino della scala che ascende all'immortalità. (cap. 3, p. 23)
  • Il Taoismo tiene in massimo conto gli effetti che le cose circostanti producono su gli uomini. Tutto quello che esiste, tutte le cose animate e inanimate, emanano effluvi, esalazioni, irradiazioni, che esercitano su' mortali azioni benefiche o malefiche di varia intensità secondo la natura delle cose stesse. (cap. 3, p. 30)
  • Con la Filosofia taoista comincia ad apparire in Cina, in contrasto col bonario ottimismo positivista confuciano, un deciso scetticismo circa la capacità dell'intelletto umano a conoscere il fondo delle cose. (cap. 4, p. 37)
  • Un argomento che ricorre spesso negli scritti dei filosofi taoisti è il problema della vita, e, per necessaria conseguenza, il problema della morte.
    Nel concetto taoista tutte le parti del cosmo non formano che un corpo solo. L'anima di esso, o la sua intima essenza, resta ignota al savio, il quale soltanto riuscì a sapere che la vita universale non è altro che un perpetuo avvicendarsi di trasformazioni, di fenomeni e di cose: e il fatto più evidente di questa vicenda, è il continuo, eterno alternarsi di vita e di morte. (cap. 7, p. 68)

BibliografiaModifica

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