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Camillo Pellegrino

scrittore e storico italiano (1598 – 1663)

Camillo Pellegrino (1598 – 1663), scrittore e storico italiano.

  • La Campania, per la sua fecondità detta Felice, fu con maggior lode chiamata Felice, & Amena. Era l'amenità propria della riviera del suo mare: la fecondità de' suoi campi fra terra.[1]
  • Teano la quale, fra Cales, Aurunca, e Sessa, Città tutte e tre degli Ausonj, fu abitata da' Sidicini, di stirpe Osca.[2]

D'un antico significato del nome PortaModifica

IncipitModifica

L'Antico e tuttavia giornal costume di distinguersi le Città in molte parti, così per quel capo, che rimira il luogo, & le habitazioni, come per quello, che rimira il Popolo & gli habitatori, è così noto, che non bisogna darne chiarezza con molte parole. Il luogo si solena, & si suol dividere, in Regioni, & Contrade, & bene spesso in Piazze, & in Parochie: & il Popolo distinguersi in Generationi, & in Tribù, o che una, o che più famiglie e prosapie si fusser comprese in ciascuna di esse.

CitazioniModifica

  • Hora adunque passando ad investigar la cagione, per la quale poté avvenire, che il nome Porta il quale propriamente, & originlamente sol dinotava gli aditi delle Città, & degli altri luoghi riferrati, fu poi trasportao a dinotar le Regioni ancora, & le Tribù. (p. 7 - 8)
  • Come già in Capua quella sua Porta, di cui si fà mentione alquanto addietro, & fu non lungi da Chiesa di S. Lorenzo, dove hora è quella di S. Eligio, da cui prese il secondo nome, fu prima appellata Capuana, dal nome della nobil famiglia similmente detta Capuana come si è dimostrato in altro luogo. (p. 9)

Incipit Dell'antico sito di CapuaModifica

È troppo manifesta cosa , che le Città, per se stesse immobili di sito, sogliono mutar luogo secondo le opportunità de' loro habitatori. Et Capua antichissima Città della regione in Italia dal suo nome, & dal suo dominio chiamata Campania, non è men certo, che fu dove è al presente, & su la sinistra sponda del Fiume Volturno, quasi dodici miglia lontana del mar Tirreno, dove esso fiume si scarica; essendo quindi stata trapiantata nell'anno di Cristo 856, come Leone Hoft afferma al c. 30 della sua Cronica, ripetendo da quel che ne scrisse Erchenperto nell'Historia de' Principati Longobardi, & da un altro di nome ignoto che sono antichi autori, ma nell'età di Biondo Flavio non conosciuti: dicendo egli nella sua Italia Illustrata, di non haver letto giamai né da Capuani medesimi haver potuto sapere.

Incipit Dell'origine dell'antica famiglia detta Di ColimentaModifica

Dell'antica famiglia detta Di Colimenta si leggono di queste memorie nel Calendario de' Morti, scritto in pergamo, ch'è nel nobil Monastero della Chiesa di S. Maria delle Monache in Capua, riedificato dove è al presente, secondo, che afferma Leone Cardinale Hoftiense al cap. 2 del lib. 2 della sua Cronica, fin dal tempo del casinense Abbate Aligerno, & delli Principi Longobardi, Pandolfo, detto per sepranome, Capodiferro, & Landolfo suo figlio, cioè fra gli anni di Cristo 969 & gli anni 981.

NoteModifica

  1. Da Apparato delle antichità di Capua o vero Discorsi della Campania Felice, III Discorso, Stamperia Giovanni Gravier, Napoli 1771.
  2. Citato in Michele Broccoli, Teano Sidicino, antico, e moderno.

BibliografiaModifica

  • Camillo Pellegrino, D'un antico significato del nome Porta, Francesco Savio per la Corte Arcivescovile, Napoli 1643.
  • Camillo Pellegrino, Dell'antico sito di Capua, Francesco Savio per la Corte Arcivescovile, Napoli 1643.
  • Camillo Pellegrino, Dell'origine dell'antica famiglia detta Di Colimenta, in Storia dei Principi Longobardi, citato in Apparato delle antichità di Capua o vero Discorsi della Campania Felice, Stamperia Giovanni Gravier, Napoli 1771.

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