Camille Claudel

scultrice francese

Camille Claudel (1864 – 1943), scultrice francese.

Camille Claudel, prima del 1883

Citazioni di Camille ClaudelModifica

  • Mi hanno spedito a far penitenza nei manicomi dopo essersi impossessati dell'opera di tutta la mia vita... è lo sfruttamento della donna, l'annientamento dell'artista a cui si vuol far sudare sangue.[1]
  • [Lettera del 1932 al fratello Paul, che, dopo la morte della mamma, firma il rinnovo del suo ricovero in manicomio] Mio caro Paul, devo nascondermi per scriverti e non so come farò a imbucare questa lettera. Perché, renditi conto, Paul, che tua sorella è in prigione. In prigione con delle pazze che urlano incessantemente, fanno smorfie, sono incapaci di articolare parole sensate. Ecco il trattamento che da quasi vent'anni s'infligge a un'innocente. Quando la mamma era in vita non ho mai smesso d'implorarla di togliermi di qui, di mettermi in un posto qualsiasi, un ospedale, un convento, ma non in mezzo ai pazzi. Contavo su di te... mi avete trattata come un'appestata. Tu mi dici, Dio ha pietà degli afflitti, Dio è buono... Parliamone del tuo Dio che lascia marcire un'innocente in fondo a un manicomio.[1]
  • [Lettera del 1935 a Eugène Blot, suo antico fonditore] Sono caduta nell'abisso. Vivo in un mondo così strano, così estraneo... del sogno che fu la mia vita, questo è l'incubo[1]

Citazioni su Camille ClaudelModifica

  • Si accanisce sulla materia molle triturandola, palpandola, colpendola con gesti bruschi e violenti. Così, i primi giorni. Poi finalmente comincia a modellare l'argilla, a darle forma. Non prima di averla posseduta. (Auguste Rodin

NoteModifica

  1. a b c Citato in Francesca Aloja, Camille, l'artista che la famiglia fece morire due volte Era un genio della scultura, allieva prediletta e amante di Auguste Rodin. Ma era anche la sorella del famoso Paul Claudel, e la sua malattia mentale fu nascosta con la reclusione, Il Foglio Quotidiano, 11 settembre 2021.

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