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Benjamin Anastas (1969 – vivente), romanziere e giornalista statunitense.

Incipit di Diario di un inconcludenteModifica

Ho cominciato alla grande. Primo di due gemelli monozigoti, ho anticipato di ben sette minuti l'ingresso nel mondo del mio riluttante fratello, senza contare il momento di sospensione dell'incredulità di lattante in sala parto. Quando lui, alla fine, è emerso, podalico, avvolto nel cordone ombelicale e tranquillo nel forcipe dell'ostretica, io avevo già ricevuto il mio schiaffetto di benvenuto e mi ero fatto strada tra gli umani a forza di strilli, mentre mani esperte mi tagliavano il cordone, mi pulivano e avvolgevano nelle fasce. Avevo un nome, William, scelto da mio padre, che da piccolo avrebbe tanto voluto chiamarsi così. Nella sarabanda degli anni a venire i miei genitori avrebbero preso in considerazione l'idea di cambiarmi nome in Guillaume in onore del Maggio francese (era il 1968), e più avanti, dopo un viaggio nelle campagne messicane a caccia di rivoluzionari armati – dal quale tornarono con un perfetto mobilio da salotto –, fantasticarono di chiamarmi Guillermo. Ma al tempo in cui venimmo alla luce i miei erano ancora nella fase anglofila, e per mio fratello scelsero un nome adeguato, Clive. Che poi rischiò di diventare Claude, e poi Chico: almeno erano coerenti!

BibliografiaModifica

  • Benjamin Anastas, Diario di un inconcludente, traduzione di A. Mioni, Vicenza, Neri Pozza, 2002. ISBN 88-7305-863-9

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