Armando Borghi

politico, anarchico e giornalista italiano

Armando Borghi (1882 – 1968), politico, anarchico e giornalista italiano.

Foto segnaletica di Armando Borghi

Incipit di alcune opereModifica

Il nostro e l'altrui individualismoModifica

Carissima Ersilia,

Poichè, gli appunti che tu cordialmente muovi a me, nella tua missiva indirizzatami in data 4 luglio p. p. per una mia presunta tendenza – verso la quale francamente... non tendo –, traggono origine da un equivoco assai diffuso nei compagni d'Italia, di quelle località specialmente in cui mancando compagni studiosi o elementi antagonisti, per concezione teorica o tattica, o per l'uno e l'altro motivo insieme, non si approfondisce l'analisi critica al punto di sondare e ben rilevare l'essenza delle varie tendenze, e disparate concezioni filosofiche, tutte portanti l'etichetta dell'anarchismo: per questo, e per portare il modesto contributo delle mie riflessioni su di un punto, non abbastanza illuminato, delle tante controversie ora esistenti, ti invio, oltre Oceano, la presente anzichè in busta chiusa, su questo modesto foglio, che tu molto generosamente coadiuvi del valido contributo finanziario.

La rivoluzione mancataModifica

La nostra esposizione sarebbe mozza, il nostro quadro mancherebbe delle tinte di sfondo se non ci volgessimo indietro a riguardare, con un rapido colpo d'occhio, il passato che più si ricollega agli avvenimenti presenti, e cioè l'inizio del periodo storico che è contrassegnato dalla scomparsa di Umberto I.

Mezzo secolo di anarchia (1898-1945)Modifica

Romagna solatìa, dolce paese. Colli ingemmati di albana. Pianure opime lavorate da secoli con un amore che fece d'ogni tenuta un giardino. Gelsi e pioppi tenuti in quadriglie dall'amplesso dei vigneti. Brevi distanze da città a città, ma taglio fondo fra campagne e città. Tra i colli e il piano si snoda la Via Emilia. Verso il mare, l'acquitrino batte in ritirata, nella guerra della carriola contro i miasmi e le zanzare: guerra «civile».

BibliografiaModifica

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