Aristippia

commedia teatrale

Aristippia, commedia rinascimentale.

IncipitModifica

La età che doveria arrecar prudentia, e mediante quella, ociosa e dolce quiete, a me pazzia, e travaglio apporta, è sì gran cosa, se ben mia moglie ama Vappido? (Malachino)

CitazioniModifica

  • [...] con pazzi e putti non fu mai guadagno. (Antratio: atto I, scena IV, p. 7)
  • [...] conosco a chi veramente ama non potere mancare né ingegno, né arte, con quale sé de ogni affanno liberare sappia [...]. (Flogio: atto II, scena I, p. 10)
  • Buono è ad altrui essempio diventare saggia [...]. (Aristippia: atto III, scena I, p. 16)
  • [...] più volte una piccola candela in la stalla abbrugia tutta la casa, che un grande fuoco in camera del patrone faccia un minimo danno [...]. (Flogio: atto IV, scena I, p. 22 bis)
  • [...] l'ira mal consiglia e li matti senza ragione non meritano pena [...]. (Malachino: atto V, scena II, p. 29)
  • [...] uno avaro più fa conto d'un quattrino che de dieci milia carchi de honori [...]. (Menalia: atto V, scena III, p. 30)

ExplicitModifica

Spettatori plaudete alla Comedia, che in buon porto molti che da fortuna e amore erano urtati ha condotto, io plaudo con li piffari e trombe, poi che giustitia, liberalità, e gentilezza hanno vinto tutto, e la vita parasitica al tutto reconcio, l'ingegno ad honesto et frugale esercitio converto.

Valete e plaudite.

(Antratio)

BibliografiaModifica