Angelo Scandurra

poeta e scrittore italiano

Angelo Scandurra (1948 – vivente), poeta e scrittore italiano.

Trigonometria di ragniModifica

IncipitModifica

Ad un ragno

Sei monito d'interstizi,
reggi l'esatta ragnatela
come dio scontroso e scaltro;
la tua fortezza è l'angolo,
lo spigolo di luce in controluce.
Non temi il taglio d'ali,
la fibrillante contromossa:
il tuo regno è trasparente,
in clima con l'agguato.
Sei un guizzo in poesia:
di ritmo, d'enigma, di fame.
Il tuo amplesso coincide con la morte.

CitazioniModifica

  • Il pezzo di libellula | cade come la tua voce, | danza su punti mobili: | è congettura | tagliata al filo di vuoto, | è grumo di radici: | esito di bucce. (Bucce, p. 39)
  • Il ragno intreccia | fili di sangue | nel dolore sordo del baricentro, | ma la preda | non accetta trigonometrie; | la fine circostanziale | implica altri destini, | resta un rebus | troppo chiaro, quasi aperto. (Trigonometria di ragni, p. 49)
  • Che accada l'irreparabile | è il sogno dei delfini: | sul confine dei marosi | tagliano il vuoto-vento, | sono una parabola retta | di amara giocosità. (Delfini, p. 57)

ExplicitModifica

Ferisce il resto
di soffitto dove il cielo
è più cielo e il sogno
un occhio geometrico.

Citazioni su Angelo ScandurraModifica

Col suo linguaggio questo poeta spella vive le cose. L'immaginazione non sbriga affari correnti ma bussa con imperio alle porte dell'universo. L'immagine di un enorme ragno cresce sotto i nostri occhi. Il ragno con cui Spinoza giuoca, gettandogli mosche e ridendo, evoca nel filosofo l'immagine dell'orto divinus la cui insistita geometricità è l'implacabilità di un Dio senza passioni. Come un'enorme massa che incombe su esseri atterriti. Nel nostro poeta il ragno è un "dio scontroso e scaltro". L'immagine prepotente però non si accontenta. Il tema balena dietro gentilezze da uomo di mondo. Il poeta è sempre vigile. Secche staffilate o carezze, egli ci prende alle spalle. Come in un agguato in cui rischiamo la nostra prudente quiete. Si muovono da lontano vecchie sensazioni, emozioni ormai logore si ridestano e alla fine ci si incontra con se stessi. (Manlio Sgalambro)

BibliografiaModifica

  • Angelo Scandurra, Trigonometria di ragni, prefazione di Manlio Sgalambro, All'insegna del Pesce d'oro, Milano, 1993. ISBN 88-444-1213-6

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