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Andrew Pyper (1968 — vivente), scrittore canadese.

Incipit de Le ragazze scomparseModifica

Una giornata tanto perfetta che quel pomeriggio la gente non riesce a parlare d'altro se non di quanto quella giornata sia stata perfetta. Almeno la gente che, seduta su sedie pieghevoli di tela nella piccola radura in riva al lago in un paese dove l'estate è solo una breve interruzione dell'inverno, guarda il sole che comincia a tramontare, l'aria assorta e stanca dopo le ore dedicate all'abbronzatura, facendo tintinnare il ghiaccio nei bicchieri, consapevole che tutto questo – disporre di un buon posto nei pressi dell'acqua e degli alberi, lontano dagli sguardi dei vicini – è più vero e reale di qualsiasi altra cosa avrebbe mai potuto sperare. Uno degli uomini si alza per occuparsi del barbecue e l'aria è satura della promessa del fuoco e del grasso sulla fiamma. Non è ancora calato il crepuscolo ma le zanzare si alzano in volo dall'erba incolta vagando intorno ai rami del salice piangente, mentre i pipistrelli spiccano il volo dalla grondaia del cottage per ingoiarle. Altri drink, altro ghiaccio – clicheti-clic –, lo scoppio e l'esaurirsi della risata di una donna a una delle storie sussurrate da un uomo. Un leggero alito di vento turbina in mezzo a loro, insinuandosi su per le gambe, rinfrescando i colli sudati. Davanti a loro il lago dardeggia di luce riflessa, ma sotto la superficie diventa sempre più scuro, trasformando il blu chiaro del pomeriggio in un coagulo color porpora di limo, acqua ed erbacce – il colore di labbra congelate, di sangue lasciato seccare sulla lama.

BibliografiaModifica

  • Andrew Pyper, Le ragazze scomparse, traduzione di Barbara Bagliano, Garzanti, 2005. ISBN 8811662257

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