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Andrej Belyj

Andrej Belyj (1880 – 1934), poeta e scrittore russo.

Citazioni di Andrej BelyjModifica

  • Blok era il solo che esprimesse i nostri pensieri segreti.[1]
  • Capivamo che Blok aveva perso la strada; avanzava a tentoni, là dove noi costruivamo magnifici schemi. Lui non voleva i nostri schemi. Sapeva che "sarebbe stata la notte", che le "albe" non esistevano più se non nei nostri animi. L'alba dello spirito, l'alba in senso oggettivo, non la vedeva più.[1]

Incipit di PietroburgoModifica

Apollon Apollonovič Ableuchov era di venerabile lignaggio: aveva Adamo per antenato.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Citazioni su Andrej BelyjModifica

  • [Sulla Sicilia] E il solito Goethe aggrava ancora la situazione: "Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?". Già: chi sa qualcosa di preciso? Comincia il paesaggio a confondere le idee: i sicomori, come nel Sudan, e il papiro, come in Egitto, e poi le palme e i cactus che evocano il deserto, e il poeta russo Andrej Belyj resta sconvolto dallo stridore delle cicale e dal tripudio dei colori: il giallo dello sparto, il rosa del rododendro e dei grappoli di tamerici e il verde dei carrubi. (Enzo Biagi)
  • Più dotato come prosatore che come poeta [...] tracciò i suoi romanzi più importanti sulla tela d'immense, arbitrarie e personali allegorie. [...] Insomma un visionario ed un eccentrico, come si riconobbe egli stesso [...]. In fondo, lo spirito più rappresentativo e più tipico, anche dal punto di vista degli errori, della sua generazione e dell'intelligentia russa anteriore alla Rivoluzione, una classe destinata non tanto al martirio o al sacrificio quanto all'annientamento o al suicidio. (Renato Poggioli)

NoteModifica

  1. a b Citato in Nina Nikolaevna Berberova, Un figlio degli anni terribili. Vita di Aleksandr Blok, Guanda, 2004.

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