Andrea Presti

culturista italiano

Andrea Presti (1987 – vivente), culturista italiano.

Tommaso Clerici, ultimouomo.com, 11 giugno 2024.

  • Quando sei innamorato di qualcosa o di qualcuno, o la tieni per te gelosamente, o sei orgoglioso di mostrarla. Io amo il bodybuilding nella seconda maniera: più lo condivido e più sono felice.
  • Chiunque entri in palestra e sollevi un peso con lo scopo di modificare il proprio corpo a fini estetici o prestazionali, sta facendo bodybuilding [...]. Certo, si distingue tra chi lo fa a livello professionistico e chi no, come in qualsiasi altra disciplina. Il culturismo dalla nicchia sta diventando inclusivo, aperto a tutti, e sta spopolando: chi non ha mai messo piede in una palestra commerciale, anche per solo un mese? Ai miei colleghi dico spesso che per far crescere il movimento bisogna coinvolgere tutti, anche gli "occasionali" della palestra, senza atteggiarsi da superiori.
  • [...] il bodybuilding in sé sembra tornare in voga ciclicamente: è già successo che fosse risalito alla ribalta grazie a leggende come Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger. Senza considerare il fatto che i muscoli, la fisicità estrema, hanno sempre suscitato fascino, ammirazione e attrazione in tantissime persone, direi quasi in qualunque essere umano. D'altronde, un bel fisico piace a tutti.
  • L'attrazione viscerale per un certo tipo di fisico l'ho sempre avuta. Già da bambini si subisce il fascino dei muscoli, pensa per esempio ai supereroi.
  • Da adolescente sono sempre stato solo. C'è parecchia differenza tra essere solitari ed essere soli: nel primo caso è una scelta, nel secondo no. Fino a vent'anni non sapevo cosa significasse stare in compagnia, ero un ragazzo particolare, non avevo nessuno che mi invitasse a uscire. Anche perché avevo una vita sportiva serrata con il judo, viaggiavo per le gare. Però soffrivo questa solitudine. La palestra è diventata il mio rifugio sia mentale che fisico: era il luogo in cui ero abituato a passare il tempo, ma contestualmente era anche la mia passione, perché se ti alleni per distrarti o sfogarti, appena la situazione migliora perdi motivazione e lasci.
  • Chi vive il bodybuilding è abituato a vedere e a stare a contatto con soggetti anomali, fuori dal comune, e questo ti apre la mente, ridefinisce il concetto di normalità. Al netto di ipocrisie e discorsi astratti, qualsiasi persona formula un primo giudizio su chi ha davanti in base all'aspetto fisico, volenti o nolenti. Non dico che sia giusto, anzi, ma è quello che succede. So che il mio aspetto incuriosisce e spesso risulta sgradevole: quando entro in un luogo pubblico, inevitabilmente attiro l'attenzione delle persone, e spesso ne leggo il labiale mentre parlano di me: "Che schifo, che esagerato", lo dicono quasi tutti. [...] Crescendo ho preso coscienza dell'eccezionalità del mio fisico, del fatto di essere così diverso, quindi capisco certe reazioni [...]. Ne prendo atto e cerco un dialogo, un confronto per sfatare i pregiudizi, che sono ancora troppi, dal classico "tutto muscoli e niente cervello" in giù. Altrimenti non sarei in pace con me stesso, perché penserei di aver perso un'occasione per fare avvicinare nuove persone al culturismo.

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