Amin Maalouf

giornalista e scrittore francese

Amin Maalouf (1949 – vivente), giornalista e scrittore libanese naturalizzato francese.

Amin Maalouf

Il periplo di BaldassarreModifica

  • Nessuno appartiene a Genova quanto i genovesi d'Oriente. Nessuno sa amarla come loro. Per quanto essa cada, la vedono in piedi; per quanto imbruttisca, la vedono bella; per quanto sia rovinata e schernita, la vedono prospera e sovrana. Del suo impero non resta niente, niente eccetto la Corsica e quella magra repubblica costiera dove ogni quartiere dà le spalle all'altro, dove ogni famiglia augura la peste all'altra e dove tutti maledicono il re cattolico pur continuando a sgomitare nell'anticamera dei suoi rappresentanti; nel cielo dei genovesi in esilio, invece, brillano ancora i nomi di Cafra, di Tana, di Jalta, di Mavocastro, di Famagosta, di Tenedo, di Focea, di Pera e Galata, di Samotracia e Cassandra, di Lesbo, di Lemno, di Samo, di Icaria, di Chio e di Gibelleto – tante stelle, tante galassie, tante strade illuminate! (p. 215)
  • Mio padre mi diceva sempre che la nostra patria non era la Genova d'oggi, ma la Genova eterna. Tuttavia aggiungeva subito che nel nome della Genova eterna avevo il dovere di amare teneramente quella di oggi, per indebolita che fosse, e che doveva amarla in proporzione alle sue difficoltà, come una madre divenuta impotente. (p. 215)
  • Ma Genova non ha mai pregato, se non per la propria prosperità e per il felice ritorno delle sue navi; non ha mai avuto più fede di quanta non sia ragionevole averne – che sia benedetta! (p. 369)

Incipit di Il manoscritto di SamarcandaModifica

In fondo all'Atlantico c'è un libro. Io ne racconterò la storia.[1]

NoteModifica

  1. Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

BibliografiaModifica

  • Amin Maalouf, Il periplo di Baldassarre, traduzione di Egi Volterrani, Bompiani, 2000. ISBN 88-452-4552-7

Altri progettiModifica