Alta fedeltà

film del 2000 diretto da Stephen Frears

Alta Fedeltà

Questa voce non contiene l'immagine di copertina. Per favore aggiungila, se puoi. :)
Titolo originale

High Fidelity

Lingua originale inglese
Paese USA, Gran Bretagna
Anno 2000
Genere commedia, romantico
Regia Stephen Frears
Soggetto Nick Hornby (romanzo)
Sceneggiatura D.V. DeVincentis, Steve Pink, John Cusack, Scott Rosenberg
Produttore Tim Bevan, Mike Newell, Alan Greenspan, John Cusack, Steve Pink
Interpreti e personaggi

Alta fedeltà, film del 2000 con John Cusack, regia di Stephen Frears.

  • Che cosa è nata prima: la musica o la sofferenza? Ai bambini si tolgono le armi giocattolo, non gli si fanno vedere certi film per paura che possano sviluppare la cultura della violenza, però nessuno evita che ascoltino centinaia, anzi, dovrei dire migliaia di canzoni che parlano di abbandoni, di gelosie, di tradimenti, di penose tragedie del cuore. Io ascoltavo la pop music perché ero un infelice. O ero infelice perché ascoltavo la pop music? (Rob Gordon)
  • La ragazza numero uno delle cinque storie finite male, come ho già detto, è stata Alison Ashmore. Il giorno prima non le guardavi, o non ti interessavano per niente. Ventiquattr'ore dopo già non potevi più farne a meno. Erano dappertutto. I loro seni erano cresciuti e noi volevamo... A dire la verità non sapevamo bene che cosa volevamo, ma la cosa era interessante e allarmante, direi. La mia storia con Alison Ashmore durò per circa sei ore. Le due ore del dopo-scuola prima di Agenzia Rockford in tv per tre giorni di fila. Ma il quarto pomeriggio... Kevin Bannister. Sarebbe bello credere che siano cambiati i tempi da allora, che con l'età i rapporti siano diventati più seri, che siano diventate meno ciniche le donne, più dura la nostra corazza, che l'istinto si sia sviluppato... Sembra invece che un elemento di quel pomeriggio ricorra in ogni mia storia. Tutti i miei amori successivi sono una versione iper-incasinata di quella. (Rob Gordon)
  • La seconda posizione della mia top five è occupata da... Penny Hardwick. Penny era carina, tanto. I suoi cinque cantanti preferiti erano Carly Simon, Carole King, James Taylor, Cat Stevens ed Elton John. Era molto carina. Ben educata, bei voti, bel viso. Era così ben educata che non mi permetteva di metterle le mani ne sopra ne sotto il reggiseno. Attacco e difesa, invasione e controffensiva. Era come se i seni fossero ambiti territori occupati illegalmente dal sesso opposto. Ognuno li considerava propri e li voleva indietro. A volte, stufo di provare a toccarglieli, tentavo di infilarle una mano tra le gambe. Era come chiedere un dollaro in prestito e, incassato un bel no, chiederne cento. Non mi interessavano le altre qualità di Penny, solo le sue tette. Non potendole avere, con lei che ci stavo a fare? Cominciai a uscire con una che sembrava la desse a tutti, e invece niente. Penny invece si mise con quel idiota di Chris Thompson, che mi raccontò di esserci andato a letto la terza sera. (Rob Gordon)
  • Il feticista musicale non è diverso da quello porno, mi vergognerei di sfruttarli se non fossi anch'io in quel gruppo. (Rob Gordon)
  • Ecco il vantaggio di lavorare in un negozio di dischi: puoi sorbirti tutta la merda che non ti va di sentire! (Barry)
  • La numero tre della mia speciale lista dei fallimenti è Charlie Nicholson, secondo anno di college. Come la vidi, capii che era il tipo di ragazza che avevo sempre sognato... da quando avevo cominciato a sognare le donne, perché lei era diversa, lei era... esuberante, stravagante. Parlava, parlava... e quando parlava diceva sempre cose argute e interessanti su musica, cinema, libri, politica. Parlava tanto. Lei stava con me. Io a lei piacevo e a lei piaceva stare con me... o almeno così credo. Durò un paio d'anni, ma voluti, perché io non trovavo risposta a una domanda: perché una ragazza, no, una donna come Charlie sta con me? Mi sentivo un imbroglione, come quelli che si rasavano a zero e poi dicevano di essere punk da sempre. Temevo costantemente di essere smascherato. Dubitavo delle mie capacità come amante. E mi intimorivano gli altri uomini che erano con lei in facoltà. Alla fine mi convinsi che mi avrebbe lasciato per uno di loro. Mi lasciò per uno di loro, il temuto Marco. Persi la testa. E non solo quella: persi fiducia, dignità e circa otto chili. (Rob Gordon)
  • Ho letto tanti libri tipo "L'insostenibile leggerezza dell'essere" o "L'amore al tempo del colera" e... e credo di averli capiti. Beh, parlano di donne, no? Scherzavo. Ma devo dire che l'autobiografia di Johnny Cash è il mio preferito: "Cash by Johnny Cash". (Rob Gordon)
  • Tra me e Sarah, la numero quattro della mia lista, compatibilità. Era stata appena mollata da un imbecille di nome Michael. Io ero appena stato tramortito da Charlie. Era naturale che condividessimo il nostro disgusto per l'altro sesso e, visto che c'eravamo, finimmo per condividere anche il letto. Avevamo il terrore di restare soli per il resto della nostra vita. Solo persone in uno stato d'animo particolare provano questo terrore profondo a ventisei anni. Noi eravamo in quello stato. Perciò quando mi disse: "Ho conosciuto un altro" [...] questo era in contrasto con lo spirito del nostro accordo! (Rob Gordon)
  • John Dillinger fu ucciso dietro quel teatro durante una sparatoria con l'FBI. Sapete chi lo tradì? Naturalmente la sua donna, lui voleva solo andare al cinema. (Rob Gordon)
  • Al numero cinque: Jackie Alden. Jackie Alden piantandomi non ha influito sulla mia vita, in fondo era un'avventura e in fondo sono contento che sia finita. Era in classifica per non farci entrare Laura, Ma ora... congratulazioni Laura, sei nella top five! Il numero cinque ti appartiene. Benvenuta. (Rob Gordon)
  • Lei è una depressa, single per necessità: sarebbe come andare con Talia Shire di Rocky senza essere Rocky. (Rob Gordon)
  • Una cosa del genere come è possibile, vi chiederete. "Come diavolo fa?" Come fa uno come me a diventare un rubacuori sciupafemmine, il numero uno del suo quartiere. Sono squattrinato, sono scontroso, frequento una coppia improbabile di rockettari e riesco a portarmi a letto niente di meno che Marie de Salle! (Rob Gordon)
  • Tempo addietro, Dick, Barry e io avevamo teorizzato che ha molta importanza come uno si presenta, e non come è in realtà. Libri, dischi, film... Queste cose contano. Chiamatemi pure frivolo, ma è la cruda verità, giuro! (Rob Gordon)
  • Senti, o cerco di difendermi in qualche modo o accetto tutto quello che mi hai detto finendo per odiare me stesso. Ma non sarebbe più vita la mia, non credi, eh? (Rob Gordon)
  • Insomma, che cosa devo fare? Devo continuare a svolazzare di fiore in fiore per tutta la vita finché ne vedo sbocciare uno? Devo mandare tutto a monte ogni volta che conosco una ragazza nuova? Dall'età di quattordici anni ho lasciato che fossero i testicoli a decidere. E francamente, sono giunto alla conclusione che i miei testicoli non ci capiscono un cazzo. (Rob Gordon)
  • Ho capito che... sono solo fantasie. Chiaro? E... e risultano allettanti perché... non danno nessun problema. [...] E io sono stanco di immaginarmi le cose, perché le fantasie, per definizione, sono irreali. Quasi mai portano vere sorprese e quasi mai... soddisfano. Giusto... E mi hanno stancato. Di quasi tutto mi sono stancato... Ma mai credo che mi stancherò di te... perciò... Ora credo di capire ... ma ti aspettavi che dicessi di si? Non lo so non ci ho neanche pensato. Chiederlo era l'importante. (Rob Gordon)
  • Dovete sapere che la creazione di una grande compilation, così come una separazione, richiede più fatica di quanto sembri. Devi iniziare alla grande, devi catturare l'attenzione! Allo stesso livello metti il secondo brano, poi devi risparmiare cartucce inserendo brani di minore intensità. Eh... sono tante le regole. Comunque... ho iniziato a pensare a una cassetta per Laura. Conosco i suoi gusti e cercherò di farla felice. E per la prima volta, so di poterci riuscire. (Rob Gordon)

Altri progetti

modifica