Aldo Mieli

chimico, storico della scienza e attivista italiano
Aldo Mieli nel 1938

Aldo Mieli (1879 – 1950), storico della scienza e attivista italiano.

Le scuole ionica pythagorica ed eleata. I prearistoteliciModifica

  • Il più antico fisico è nello stesso tempo uno dei così detti sette sapienti, anzi l'ultimo ed il più grande di essi: Thales di Miletos. Ma più che come uno scienziato o filosofo nel senso odierno della parola, Thales ci apparisce come un abile commerciante, che nei suoi viaggi e nelle sue intraprese, molte volte fortunate, aveva acquistato una messe di nuove cognizioni, specialmente presso i popoli di grande antica civiltà, appena allora apertisi ai greci, e che, giovandosi di queste, aveva acquistato grande riputazione presso i suoi compatriotti. In tal modo esso veniva anche richiesto di consigli negli affari politici e pratici della propria patria: ed era anche stimato ed onorato nelle altre città dell'Asia. (pp. 8-9)
  • Che Thales fosse un uomo essenzialmente pratico risulta da tutte le testimonianze antiche che lo riguardano, e come tale anche bene gli si addice di essere classificato fra i sette sapienti, uomini che ottennero questo titolo per le loro pratiche benemerenze nella vita pubblica. La storiella della sua previsione di una annata eccezionalmente buona nella raccolta delle olive, e del conseguente accaparramento di numerosi frantoi per concludere un buon affare, caratterizza alla perfezione l'uomo; ed altri racconti pure ci confermano in questa opinione. (p. 10)
  • Le idee astronomiche e cosmogoniche di Thales sono assai primitive. La terra non è altro che un disco piatto che galleggia sull'acqua, mentre sopra di essa si eleva la volta celeste, dove si muovono il sole, la luna e le stelle. Anche sotto questo rapporto può dirsi che le sue idee non siano altro che quelle che negli antichi imperi erano rimaste allo stadio di scienza popolare.
    Un passo assi maggiore compì Anaximandros presso il quale, come abbiamo notato, si manifesta un indirizzo più scientifico e positivo. (p. 38)
  • Ad Anaximandros forse non era ignoto,come non lo fu a molti scrittori della prima antichità, che anche sulle alte montagne, nei luoghi più distanti dal mare, si trovano conchiglie e resti di animali marini. Se ammettiamo in lui questa conoscenza riesce assai agevole comprendere la sua dottrina secondo la quale la terra era una volta tutta ricoperta dal mare. (p. 54)

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