Alan Watts

filosofo inglese

Alan Wilson Watts (1915 – 1973), filosofo inglese.

Un murale raffigurante Alan Watts

Il Tao: la via dell'acqua che scorreModifica

IncipitModifica

Un proverbio cinese, spesso citato, dice che un'immagine è meglio di mille parole perché spesso è più facile mostrare che parlare. Come tutti sanno, la scrittura cinese è unica per il fatto che non adopera alcun alfabeto, ma piuttosto caratteri o ideogrammi che originariamente erano immagini o segni convenzionali. Nel corso dei secoli i pittogrammi graffiati su ossa o bambù divennero figure fatte col pennello su seta o carta, poche delle quali hanno ancora somiglianza riconoscibile con le loro forme primitive o con ciò che esse sono use ad indicare, e sono aumentate considerevolmente di numero e di grado di astrazione.

CitazioniModifica

  • La scrittura alfabetica è una rappresentazione del suono, mentre l'ideogramma rappresenta la vista; ancora di più, rappresenta il mondo direttamente – poiché non è il segno di un suono che è il nome di una cosa. (da La lingua cinese scritta, pp. 34-35)
  • Per il fatto che l'inchiostro è soprattutto acqua, la calligrafia cinese – nel suo controllare lo scorrere dell'acqua con il pennello leggero in quanto distinto dalla penna dura – richiede che si segua la corrente. Se si esita, trattenendo il pennello per troppo tempo in un punto, o se si va troppo in fretta, o si cerca di correggere ciò che si è già scritto, i difetti sono troppo evidenti. Ma se si scrive bene si ha allo stesso tempo la sensazione che il lavoro stia avvenendo di per sè, che il pennello stia scrivendo tutto per conto suo – come un fiume, seguendo la linea della minor resistenza, compie eleganti curve. (da La lingua cinese scritta, p. 35)
  • Lo yang e lo yin sono principi, non uomini e donne, cosicché non ci può essere una vera relazione tra il maschio, duro di proposito, e la femmina, di proposito morbida. La chiave della relazione tra yang e yin viene chiamata hsiang sheng, sorgere reciproco o inseparabilità. Come Lao-tzu lo esprime: Quando ognuno conosce la bellezza come bello, ecco che c'è già la bruttezza. Quando ognuno conosce il bene come bontà, ecco che c'è già il male. "Essere" e "non essere" sorgono simultaneamente. Difficile e facile si realizzano reciprocamente. Lungo e corto sono reciprocamente in contrasto. Alto e basso sono reciprocamente opposti. Prima e dopo sono in reciproca sequenza. (da La polarità Yin-Yang, p. 42)
  • La visione yin-yang del mondo è serenamente ciclica. La fortuna e la sfortuna, la vita e la morte, sia su piccola che su larga scala, vanno e vengono continuamente senza un inizio ed una fine, e tutto il sistema viene protetto dalla monotonia per il fatto che, proprio nello stesso modo, il ricordare si alterna con il dimenticare. Questo è il Bene del bene-e-male. (da La polarità Yin-Yang, pp. 49-50)
  • "Il Tao è quello da cui non si può deviare; quello da cui si può deviare non è il Tao". Questa frase, tratta dal Chung Yung, o "Dottrina del Mezzo", fa pensare che non vi è analogia tra il Tao e le idee occidentali di Dio e della legge divina o naturale, alla quale si può obbedire o disobbedire. È questo un detto difficile perché tanto Lao-tzu che Chuang-tzu parlano di azioni forzate le quali sono in disaccordo con il Tao. (da Il Tao, pp. 54-55)
  • Perciò il Tao è il corso, la corrente, il lasciarsi andare, o il processo della natura, ed io lo chiamo la Via dell'acqua che scorre perché sia Lao-tzu che Chuang-tzu usano come metafora principale di questo lo scorrere dell'acqua. L'essenza della loro filosofia risiede nel fatto che il Tao non può essere definito a parole e non è né un'idea né un concetto. Tuttavia, come dice Chuang-tzu, "Può essere raggiunto ma non può essere visto", o, in altre parole, sentito ma non concepito, intuito ma non categorizzato, divinato ma non spiegato. In modo simile, l'aria e l'acqua non possono essere tagliate o afferrate, ed il loro scorrere cessa quando vengono rinchiuse. (da Il Tao, p. 58)
  • "Il Tao non fa nulla e tuttavia non vi è nulla che non sia fatto". Queste famose parole di Lao-tzu non si possono ovviamente prendere nel loro significato letterale, poiché il principio della "non azione" (wu-wei) non si deve considerare come inerzia, pigrizia, laissez-faire, o mera passività. Tra i numerosi significati di wei vi è essere, fare, fare con le proprie mani, mettere in pratica, mettere in atto... (da Wu-wei, pp. 71-72)

BibliografiaModifica

  • Alan W. Watts, Il Tao: la via dell'acqua che scorre, Traduzione di Alessandra Mantici Lavagnino, Ubaldini Editore, Roma, 1977. ISBN 88-340-0293-8

Voci correlateModifica

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