Aimée-Olympe Desclée

attrice francese

Aimée-Olympe Desclée (1836 – 1874), attrice francese.

La Desclée in un busto di Albert-Ernest Carrier-Belleuse (1874 circa)

Citazioni di Aimée-Olympe DescléeModifica

  • [In una lettera alla madre] Ho un monte di progetti; il più serio è quello di farmi monaca; i raggiri, le rivalità, i pettegolezzi del palcoscenico non sono per me; in convento troverò almeno un po' di riposo. Non voglio bensì far le cose alla sventata: picchierò ad altre porte prima di risolvermi a passare da quella del chiostro. Un'amica mia che è modista ha bisogno di danaro, e vorrebbe far società con me; un'altra mi consiglia di aprire un caffè: vedrò... E se cercassi d'entrare all'Odeon?[1]

Citazioni su Aimée-Olympe DescléeModifica

Ferdinando MartiniModifica

  • Anche la Desclée, come il Lachambeaudie[2], traversò fidente gli oscuri limbi della bohème, cercando con occhio avido la propria stella tra le nebbie degli orizzonti lontani; anch'ella come il Soulié[3], lo spirito ingegnoso e laborioso; come lui spese le forze della gioventù a studiare, a interpretare il terrore, la pietà, l'odio, l'amore, la vendetta, tutte le grandi passioni del cuore umano; e come lui morì precocemente, sgomentata forse da quelle indagini paurose, certamente sfinita da quelle stupende interpretazioni: Elle nous émus et elle en est morte![4]
  • Curiosa indole quella della Desclée; indole di artista che per un nulla s'accascia a un tratto, a un tratto per un nulla s'esalta; sfida la tempesta, e alla brezza si piega; e nello sconforto e nell'entusiasmo si consuma del pari. Il volgo giudica severamente queste nature singolari, perché le giudica a casaccio; e non pensa che gli artisti quando sono tali davvero, soffrono d'un male che è necessaria condizione della loro vita: il male della fantasia.
  • La Desclée usì dal Conservatorio nel 1855 attrice fredda, compassata, piena di pregiudizi, paurosa di ogni originalità, persuasa che l'eccellenza dell'arte stava tutta nella scrupolosa imitazione del maestro [di recitazione Beauvallet].
    Come rideva, molto tempo dopo, di quei suoi primi scrupoli, di quelle sue paure giovanili! Con quanto profonda convinzione ripeteva la sentenza del Baron[5]: «a recitare non s'insegna!»

NoteModifica

  1. Citato in Ferdinando Martini, Al teatro, R. Bemporad & Figlio, Firenze, 1895, p. 207.
  2. Pierre Lachambeaudie (1806 – 1872), scrittore e poeta francese.
  3. Frédéric Soulié (1800 – 1847), romanziere e drammaturgo francese.
  4. Ci ha commossi ed è morta!
  5. Michel Baron, pseudonimo di Michel Boyron (1653 – 1729), attore e drammaturgo francese.

Altri progettiModifica