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Una famiglia boera nel 1886

Citazioni sugli afrikaner.

  • Gli afrikaner erano tradizionalmente ostili a che gli africani imparassero l'inglese, perché per loro l'inglese era una lingua straniera, mentre per noi era la lingua dell'emancipazione. (Nelson Mandela)
  • L'idea di un popolo afrikaner come entità culturale e gruppo religioso con una lingua speciale verrà mantenuta in Sudafrica fino a che duri la civiltà. (Pieter Willem Botha)
  • Nella visione del mondo degli afrikaner, la Chiesa e l'apartheid andavano d'amore e d'accordo. (Nelson Mandela)
  • Sono stufo di sentire sempre quanto siano colpevoli l'afrikaner e il Partito Nazionale. È giunto il tempo di distruggere di questo mito. (Pieter Willem Botha)

Ryszard KapuścińskiModifica

  • Gli afrikaner sono una delle quattro popolazioni di provenienza europea stabilitesi su territori extraeuropei in seguito alle grandi conquiste coloniali nel periodo del capitalismo nascente. Le altre tre popolazioni sono l'americana, l'australiana e la canadese. La geneologia storica di tutte e quattro è comune, ma la loro situazione attuale è diversa. Americani, australiani e canadesi discendono dal ceppo britannico, gli afrikaner da quello olandese. Tuttavia la differenza principale è un'altra. Gli Stati Uniti, il Canada e l'Australia sono riconosciuti come paesi dell'uomo bianco, e questo dato non viene più messo in discussione. Nessuno pretende che gli Stati Uniti restituiscano il potere agli indiani. Anche in Canada e in Australia la "questione indigena" non rappresenta certo uno scottante argomento di attualità politica. In Sudafrica è diverso. Una parte dell'opinione pubblica considera il proprio paese come la nazione degli africani, un'altra lo considera la nazione dell'uomo bianco, e un'altra ancora una nazione mista di bianchi e neri, la cosiddetta nazione multirazziale.
    La differenza tra la condizione di un afrikaner e quella, per esempio, di un americano, si deve al fatto che, negli Stati Uniti, gli americani bianchi rappresentano una netta maggioranza, mentre in Sudafrica gli afrikaner bianchi sono una netta minoranza. Infatti entrambe le colonizzazioni, l'americana e l'africana (concomitanti nel tempo e identiche nelle modalità di appropriazione), si differenziano fortemente per il grado di violenza e di impeto espansionista, nonché, fattre importantissimo, per il grado di resistenza incontrario.
  • Gli afrikaner sostengono oggi che il Sudafrica appartiene solo a loro, perché quando vi arrivarono non era di nessuno. Si tratta di una vecchia bugia divulgata da tutti i colonialisti dall'America fino all'Oceania. Vero è invece che il Sudafrica era un paese scarsamente popolato, e tale si è mantenuto anche oggi, nel secolo dell'esplosione demografica mondiale. I coloni quindi spaziavano su grandi estensioni e l'ideale dell'afrikaner è sempre stato di avere intorno a sé abbastanza terra da non vedere, dalle finestre di casa, il fumo del camino del vicino.
  • Il dogma della predestinazione dice anche che chi nasce nella fede è creatura superiore a chi nasce nel paganesimo; è più vicina alla salvezza, poiché su di essa si è posata la mano di Dio. Fu con questa credenza che gli afrikaner giunsero in Sudafrica.
  • Il razzismo afrikaner non deriva esclusivamente dal desiderio di difendere la sua posizione privilgiata nella società coloniale, come accade invece per gli inglesi. Il razzismo è per lui un dogma della fede, e nella sua coscienza la fede è una conferma dell'esistenza dell'afrikaner stesso. Ogni invito a riconoscere qualche diritto civile agli indigeni viene preso dall'afrikaner non solo come un attacco alla propria posizione sociale, ma anche come un gesto di persecuzione verso la propria fede, un oltraggio alla propria chiesa, una bestemmia.
  • L'afrikaner è un bianco che però non si considera europeo. Anzi l'afrikaner disprezza l'europeo, o se ne vergogna. In effetti, dal suo punto di vista, gli europei rappresentano la parte compromessa della razza bianca, il suo punto debole, la sua frazione più molle e opportunista. Secondo l'afrikaner, l'europeo è liberale, disonora la razza bianca cedendo terreno ai neri in Africa, è senza morale poiché la domenica va al cinema e al ristorante e, quel che è peggio, è spesso comunista. Tra gli afrikaner fanatici dirsi "jou europeen!" (tu europeo!) è una specie di ingiuria o di rimprovero, come dire "buono a nulla". L'afrikaner può anche conoscere qualche lingua europea, ma eviterà accuratamente di parlarla. Interrogato in inglese, da un giudice del tribunale, l'afrikaner risponde solo nella sua lingua, l'afrikaans. Se risponde in inglese, verrà considerato un traditore dagli altri afrikaner.
  • Nella famiglia dell'afrikaner la forza lavorativa è lo schiavo, comprato al mercato di Città del Capo o catturato nella guerra contro una tribù africana. Gli afrikaner, infatti, sono perennemente in lotta con gli africani. Di spazio in Sudafrica ce n'è quanto se ne vuole, di terra fertile meno. Oggi si stima che solo il quindici per cento di tutto il Sudafrica si presti alla coltivazione senza bisogno di grossi investimenti per l'irrigazione. Allo stesso modo che il punto debole dell'industria sudafricana sta nella mancanza di risorse petrolifere, così il punto debole dell'agricoltura sta nella mancanza d'acqua.

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