20 dicembre

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Citazioni sul 20 dicembre.

  • Cinque notti prima della disgrazia Fima fece un sogno che, alle cinque e mezzo del mattino, registrò sul suo taccuino scuro che stava sempre riposto sotto la pila di giornali e logore riviste, per terra ai piedi del letto. Fima aveva preso l'abitudine di mettere per iscritto quel che vedeva di notte, quando era ancora coricato, mentre il primo chiarore del mattino filtrava fra gli spiragli delle persiane. Se poi non aveva visto nulla, o aveva dimenticato quel che aveva visto, anche in questo caso accendeva la luce, strizzava un po' gli occhi, si metteva seduto e, usando una spessa rivista come piano d'appoggio sulle ginocchia alzate, scriveva per esempio: "Venti dicembre – notte vuota". (Amos Oz)
  • L'anno ha un'agonia troppo lunga. Si è tristi il 20 dicembre e il 31 non ci si accorge che l'anno muore. (Jules Renard)
  • Giovedì, 20 dicembre 1848, mentre l'Assemblea Costituente si trovava in seduta, circondata in quel momento da un imponente spiegamento di forze, conseguenza di un rapporto del rappresentante Waldeck-Rosseau, compilato a nome della commissione incaricata di fare lo spoglio dello scrutinio per l'elezione della presidenza della Repubblica, rapporto in cui era stata notata questa frase che ne riassumeva tutto il significato: «Con tale ammirevole esecuzione data alla legge fondamentale, la nazione stessa imprime sulla Costituzione il suggello della sua inviolabile autorità, per renderla santa e inviolabile»; in mezzo al profondo silenzio dei novecento costituenti riuniti in folla e, quasi al completo, il presidente dell'Assemblea nazionale costituente, Armand Marrast, si alzò e disse: «A nome del popolo francese «visto che il cittadino Carlo Luigi Napoleone Bonaparte, nato a Parigi, soddisfa pienamente le condizioni di eleggibilità prescritte dall'articolo 44 della Costituzione; «visto che, nello scrutinio indetto in ogni parte del territorio della Repubblica per eleggere il presidente, egli ottenne la maggioranza assoluta dei suffragi; «in forza degli articoli 47 e 48 della Costituzione, l'Assemblea nazionale lo proclama presidente della Repubblica, da oggi fino alla seconda domenica del maggio maggio 1852». (Victor Hugo)

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