Ultime parole da Gomorra - La serie

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Raccolta delle ultime parole pronunciate dai personaggi della serie televisiva Gomorra - La serie in punto di morte.

CitazioniModifica

  Citazioni in ordine temporale.

Prima stagioneModifica

  • Nun fa male! (Attilio Diotallevi "'O Trovatello")
Nel primo episodio Don Pietro Savastano, boss di Secondigliano, invia i suoi uomini di fiducia Ciro Di Marzio e Attilio Diotallevi ad assassinare Salvatore Conte, suo collaboratore con cui è entrato in contrasto. Il commando di sicari tuttavia viene scoperto da Conte e nasce un conflitto a fuoco in cui il grosso degli uomini di Savastano perdono la vita e Attilio viene ferito gravemente: ormai morente, il veterano spira tra le braccia di Ciro, considerato un figlio putativo per lui.
  • Guagliù! Nunn'aggio fatto niente! E gghia'! (Felice)
Nel secondo episodio Gennaro "Genny" Savastano, figlio di Don Pietro, deve uccidere per la prima volta un uomo per dimostrare di essere in grado di comandare il clan: Ciro, suo amico fraterno, sceglie per l'iniziazione un tossico a caso, un certo Felice. Raggiunto il tossico, Genny fa per sparargli, ma riesce solo a ferirlo al petto: fortemente insicuro e inesperto, Genny non riesce a sopprimere il povero Felice che viene finito da Ciro con un colpo alla testa.
  • Ah, o Pie', ve site scurdate 'a borza! (Renato "O Bullet" Bolletta)
Nel secondo episodio Don Pietro intuisce dopo alcune retate che vi è un informatore nel suo clan: egli inizia a sospettare che si tratti di Renato Bolletta, detto "O Bullet". Visitandolo in casa sua, Pietro discute animatamente col suo scagnozzo andandosene via: poco dopo però torna a bussare alla porta di Bolletta. Convinto che il suo capo abbia dimenticato la sua borsa, lo sgherro fa per dargliela aprendo la porta, ma viene immediatamente attaccato: Pietro infatti si è convinto che sia 'O Bullet il traditore e pertanto dopo una colluttazione lo uccide con una statuetta.
  • Io spengo la luce! (Franco Musi)
Nel quinto episodio Genny e sua madre Imma si recano a Milano in vece di Pietro, arrestato e rinchiuso in penitenziario, presso il commercialista del clan, Franco Musi: questi tuttavia ha investito di nascosto i soldi del clan in un'impresa inaspettatamente rivelatasi fallimentare, finendo in prigione per corruzione. Visitato da Imma in prigione, egli viene posto davanti ad una drammatica soluzione per salvare i suoi cari: una volta scarcerato, egli torna a casa e, prima di uscire a casa con la sua compagna e la figlia di quest'ultima, si suicida buttandosi giù al balcone dopo aver lasciato un testamento in cui lascia tutti i suoi averi al clan.
  • Signora Imma, questi non sono modi da usare con me! Io non sono uno dei ragazzi vostri! (Franco "Lecca-Lecca" Martucci)
Nel settimo episodio Donna Imma fa la conoscenza della giovane ragazza lesbica Marta Giacobone, che richiede la sua protezione: suo padre, propietario di un negozio di abiti di sposa, si è infatti suicidato per i pesanti debiti con l'usuraio Franco Martucci, detto Lecca-lecca. Convocato in un appuntamento su un terrazzo, Lecca-Lecca viene affrontato da Imma, ma si dimostra estremamente irrispettoso e ordina alla donna di trattarlo diversamente: irritata dalla sua sfrontatezza, la donna ordina al fedele vice boss Malammore di uccidere l'usuraio sparandogli alla gamba e alla testa.
  • Aiuto! Vi prego, aiutatemi! Aiuto! Aiuto! Vi prego, aiutatemi! Aiuto! (Luca/Marta Giacobone)
Nel settimo episodio la giovane Marta/Luca, grata per l'assassinio di Martucci, dà al clan il suo appartamento come punto di appoggio: ella inoltre inizia a vedere in donna Imma una figura da ammirare. Purtroppo questa affiliazione all'ambiente malavitoso le costerà cara: una notte due sicari di un clan rivale irrompono nel negozio proprio mentre Luca/Marta prova un abito da sposa e la crivellano brutalmente di colpi nonostante una vana fuga.
  • È stato Ciro! Ciro Di Marzio! (Danielino)
Nel decimo episodio il giovane Danielino, convinto con l'inganno ad uccidere il potente malavitoso Tonino Russo, si nasconde in un caseggiato sperduto e chiede l'aiuto del fratello Massimo: questi è l'autista di Salvatore Conte, il capo di Russo tornato in Italia per scoprire i responsabili, e dopo un po' di esitazione rivela al boss la situazione del fratellino. Una volta raggiunto Danielino, Conte lo tranquillizza e gli fa rivelare il nome del suo mandante: si tratta nientemeno che di Ciro, che ha usato il ragazzino per creare una guerra tra il clan di Savastano e Conte. Una volta scoperta la verità, il boss continua a rassicurare Danielino, promettendogli che non gli farà nulla: l'istante successivo tuttavia estrae la propria pistola e spara in testa al ragazzo, uccidendolo sotto lo sguardo sconvolto di Massimo.
  • No! (Massimo)
Nel decimo episodio Massimo assiste sconvolto alla morte di Danielino e, preso dal panico, prova a fuggire in macchina mentre Conte gli spara contro per non lasciare testimoni: l'autista riesce a fuggire, ma sfortunatamente è stato comunque beccato e muore poco più lontano per le ferite riportate.
  • Je nunn'o saccio addo' sta, nunn'o voglio manco sape'! ("Zecchinetta" Maglioccia)
Nell'undicesimo episodio Genny dichiara guerra a Conte per la morte di Danielino, venendo appoggiato dalle giovani leve del clan: i veterani tuttavia sono estremamente contrari alla decisione del giovane boss e uno di loro, Zecchinetta, fa notare che una guerra diverrebbe un disastro per gli affari. Una volta sciolta la riunione il macchiavellico Ciro manipola Genny convincendolo che Zecchinetta sia in realtà già passato dalla parte di Conte: pertanto il giovane boss manda i fedeli Tonino "Spiderman" e 'O Track a casa dell'affiliato per torturarlo sull'ubicazione di Conte. Pestato e immerso più volte nella sua vasca da bagno, Zecchinetta continua a negare ripetutamente il suo coinvolgimento con Conte: ormai stufo delle sue parole, 'O Track lo finisce sparandogli in testa.
  • E chiammalo, 'sta vota faccio je 'o nummero, | appicecate è inutile | pecché già saje ca te vene a cerca', | lui ama te | e pure tu ce tiene, | si legge nei tuoi occhi | ca tu nun te fide 'e sta'. (Tonino "Spiderman")
Nell'undicesimo episodio i vecchi del clan, sconvolti per la morte di Zecchinetta, scelgono di correre ai ripari inviando Carlucciello "'O Pescivendolo" a parlare col nipote Tonino "Spiderman": quest'ultimo tuttavia non sente ragioni e scaccia lo zio con una pistola insieme ai suoi amici, affermando che i vecchi del clan hanno fatto il loro tempo. Più tardi Tonino se ne va in motorino ascoltando e canticchiando E chiammalo del cantante Anthony: improvvisamente tuttavia viene affiancato da una moto su cui si trova Carlucciello, che lo crivella immediatamente di colpi con una mitragliatrice.
  • Fa chillo c'aggio ditto, si te vuo' salva' a vita! (Imma Savastano)
Nell'undicesimo episodio Imma, grazie all'aiuto di un amico di Danielino, scopre la verità: Ciro ha astutamente provocato la faida con Conte e il conflitto tra vecchie e nuove leve per prendere il potere su Scampia. Fissato un incontro con l'ex sottoposto, la donna gli fa ascoltare una registrazione incriminante e gli ordina di lasciare per sempre Napoli, o consegnerà il nastro a Genny: Ciro apparentemente accetta e i due concludono l'incontro andando ognuno per la propria strada. Poco distante dal luogo dell'incontro tuttavia Imma viene crivellata di colpi da due sicari in moto: Ciro infatti ha subito preso contromisure facendo uccidere lei e chiunque sapesse della registrazione.

Seconda stagioneModifica

  • Te fermo io! (Debora Di Marzio)
Nel primo episodio Ciro, in contrasto con la moglie Debora per la sua vita criminale, la porta fuori a cena nel tentativo di riconciliarsi con lei: la donna tuttavia resta fredda nei suoi confronti, anche quando viene portata in una spiaggia dopo la cena. Mentre Ciro afferma di non avere più nemici e di essere il più potente, Debora gli fa notare che il suo stile di vita lo porterà inevitabilmente alla morte e che ormai è diventato un assassino privo di scrupoli: nella foga del litigio, i due passano alle mani e Ciro finisce per strangolare la moglie in un raptus d'ira.
  • C'hê maje pensate, Ciru'? 'O serpente... sta sempe câ Maronna... e maje cu' Gesù. Sulo essa sape' chillo ca s'ha da fa'... cô pere... 'o tene fiermo, 'nterra, senza bisogno 'e 'o scamazza'. E pure je vuleva fa' accussì cu' te... ma je nun songo 'a Maronna però! Ê serpienti comme a te, je 'a capa ce l'aggi' 'a taglia'! Je chesto mo' ce 'o porto ê cape 'e l'alleanza 'nziemme â capa toja! (Salvatore Conte)
Nel terzo episodio Ciro, ormai stanco di Conte come alleato, si incontra con Totò "'O Mulatto" e Gabriele "'O Principe", gli uomini più vicini al boss:approfittando di una discussione tra 'O Mulatto e il boss, egli prova a convincerli a tradirlo, ottenendo successivamente una conferma telefonica. Dopo aver partecipato alla processione del Venerdì santo del suo paese, Conte si riveste nella chiesa dove 'O Mulatto, 'O Principe e Ciro lo stanno aspettando per un incontro: mostrando al rivale un quadro raffigurante la Madonna che calpesta un serpente, egli gli rivela di aver ascoltato la telefonata fatta coi suoi sgherri e di aver scoperto il suo piano. Dopo che 'O Principe e 'O Mulatto bloccano Ciro a terra, Conte afferma che svelerà il suo tradimento agli altri boss suoi alleati: inaspettatamente tuttavia Totò, incaricato di eseguire l'esecuzione, sgozza proprio uno stupefatto Conte, scegliendo di tradirlo insieme all'amico Gabriele.
  • Perché mia moglie? (Manolo)
Nel settimo episodio Rosario "'O Nano", braccio destro di Ciro, viene sospettato come responsabile di un attacco ai danni di 'O Principe, con cui aveva avuto dei contrasti per via dei suoi guadagni eccessivamente alti: essendo Gabriele la principale fonte di guadagna dell'Alleanza tra i boss, Rosario viene pestato e la sua piazza di spaccio viene affidata al suo gregario Manolo. Su suggerimento di Ciro, 'O Nano chiede scusa al rivale confermando la propria estraneità nell'attentato: in questo modo può riottenere il proprio posto nell'Alleanza. Riunitosi voi suoi uomini a festeggiare, egli promette a tutti un aumento affermando però che la parte di Manolo dovrà andare a sua moglie: non capendo lo sgherro chiede spiegazioni, ma per tutta risposta 'O Nano lo massacra con una mazza da biliardo in un raptus d'ira.
  • Si vulite dicere accussì. (Gabriele "'O Principe")
Nel settimo episodio 'O Principe viene attirato con l'inganno da Angelo Sepino, assunto da poco alle sue dipendenze, in una zona isolata: una volta qui Gabriele viene raggiunto da Pietro Savastano, intenzionato a ucciderlo per aumentare la tensione tra gli scissionisti in modo da riottenere il potere. Messo alle strette, 'O Principe spiega a Don Pietro che lui lavora in realtà per Genny, che gli fornisce droga extra per avere una spia nell'Alleanza: il vecchio boss tuttavia non è minimamente interessato ai piani del figlio e spara in testa a Gabriele.
  • Nun te bagna' 'e scarpe! (Rosario "'O Nano")
Nell'ottavo episodio Rosario viene sospettato da tutti gli altri boss dell'assassinio di 'O Principe: su suggerimento dell'amico fraterno Ciro 'O Nano sceglie di ritirarsi con la moglie e la figlia Simonetta in attesa che le acque di calmino. Libero di rinunciare momentaneamente alla vita da camorrista, Rosario gioca divertito con Simonetta su una spiaggia: i due tuttavia vengono raggiunti da due sicari di Don Pietro, deciso a creare nuovamente scompiglio nell'alleanza, e 'O Nano viene inesorabilmente crivellato di colpi sotto gli occhi della sua famiglia.
  • Donna Li' volete che v'aspetto mentre fumate? (Mario Cantapane)
Nel nono episodio la boss Annalisa "Scianel" Maglioccia, membro di spicco dell'Alleanza nonché sorella del defunto Zecchinetta, scopre una tresca in famiglia: la nuora Marinella, il cui marito Lelluccio sta per uscire di prigione, è infatti divenuta l'amante di Mario Cantapane, autista personale di Scianel. Fattasi portare in un garage isolato, la criminale rassicura Mario affermando ironicamente che non dovrà aspettarla mentre si fuma una sigaretta: in quel momento infatti Domenico, fedele braccio destro di Scianel, esce allo scoperto e spara nei genitali al povero autista, condannandolo ad una morte lenta e dolorosa.
  • 'O ssaje 'na cosa? M'è piaciuto a accidere a frateto! Chella merda 'e Zecchinetta! ('O Track)
Nel nono episodio i ragazzi del Vicolo, clan composto dagli ex fedelissimi di Genny, tentano invano di rapire Lelluccio per prendere possesso della sua piazza di spaccio: per tutta risposta Scianel fa rapire il loro capo 'O Track dai suoi uomini, torturandolo in una vasca da bagno come accadde a Zecchinetta. Mentre gioca distrattamente col cellulare, la donna afferma che non commetterà lo stesso errore di 'O Track sprecando un proiettile per ucciderlo: noncurante, il ragazzo provoca fino all'ultimo Scianel dichiarandosi fiero dell'omicidio di Zecchinetta. Irritata, la donna si allontana mentre il fido Domenico procede ad annegare 'O Track.
  • Bongiorno! Ma che d'è nun ce sta nisciuno cca dinto? Sasà! (Totò "'O Mulatto")
Nell'undicesimo episodio a causa del clima di tensione tra i membri residui degli scissionisti e Don Pietro, alleatosi con i ragazzi del Vicolo, 'O Mulatto viene accompagnato dalla scorta anche per andare dal barbiere: entrato nel locale però 'O Mulatto non vede nessuno all'interno e chiama a voce il barbiere. Poco dopo tuttavia il malvivente viene ucciso a tradimento dai colpi di pistola dei suoi stessi scagnozzi, passati ormai dalla parte di Pietro e dei ragazzi del Vicolo.
  • Ma sei sicuro che sta qui Avitabile? (Funzionario pubblico)
Nell'undicesimo episodio Alfredo Natale, uomo di fiducia del boss Avitabile, preleva un funzionario pubblico apparentemente per portarlo dal suo capo: in realtà il suo compito è quello di spaventare il funzionario per intimidirlo. Resosi conto di essere stato portato in un luogo isolato, l'uomo inizia a fuggire venendo bloccato da Natale: nella colluttazione che ne segue tuttavia il funzionario sbatte mortalmente la testa contro una pietra.
  • Io quello che potevo fare l'ho fatto. Sulo ca chillo strunzo se sta troppo accorto. ('O Zingariello)
Nell'undicesimo episodio 'O Zingariello, alleato dei boss dell'Alleanza, si convince di aver sbagliato fazione e si reca a colloquio da Don Pietro: questi però per accettarlo tra le sue fila vuole la testa di Ciro Di Marzio. Zingariello pertanto organizza un incontro con Ciro per tendergli un agguato: l'Immortale tuttavia fiuta il pericolo e prudentemente evita di presentarsi, lasciando il disertore a bocca asciutta. Sconsolato, Zingariello si ripresenta da Don Pietro chiedendo clemenza: impassibile, il vecchio boss ordina al fedele Malammore di strangolarlo sotto i suoi occhi.
  • Comm'ha parlato cô Zingariello, sì?! Che cazzo ce tengo 'a dicere, eh?! Nun tengo a ddicere niente a nisciuno! Vamme piglia' 'na birra, va' (Raffaele "Lelluccio" Maglioccia)
Nel dodicesimo episodio Lelluccio, viste le numerose morti tra le fila degli scissionisti, si nasconde in un appartamento al primo piano di un palazzo con due suoi uomini. Mentre sniffa della cocaina egli sente dei rumori strani venire dall'esterno e invia uno sgherro a controllare: apparentemente tuttavia il rumore è provocato solo da alcuni uomini che stanno aggiustando un lampione. Dopo che Lelluccio di lamenta dell'incompetenza di Ciro uno degli sgherri afferma che Malammore vuole parlare con lui: il criminale tuttavia lo schernisce, essendo consapevole che Don Pietro lo vuole uccidere come fatto con lo Zingariello. La supposizione di Lelluccio è più giusta di quanto possa pensare: mentre si fa portare una birra infatti egli viene immediatamente crivellato di colpi insieme ai due sgherri dagli uomini che lavoravano al lampione, in realtà i ragazzi del Vicolo sotto mentite spoglie.
  • 'A fine dô juorno sta tutta cca. (Pietro Savastano)
Nel dodicesimo episodio Pietro, ormai nuovamente padrone di Scampia dopo la sconfitta dell'Alleanza, si dà appuntamento con Genny alla cappella di famiglia: una volta qui egli prega per l'anima della moglie Imma e le chiede perdono per il suo innamoramento verso Patrizia, nipote di Malammore. Una volta fuori dalla cappella però Pietro si ritrova faccia a faccia con Ciro, a cui ha fatto recentemente uccidere la figlia per intimidirlo: Genny infatti ha informato il rivale della posizione del padre, essendo ormai giunto al capolinea con lui. Consapevole del proprio destino, Pietro si toglie gli occhiali e afferma che la fine del giorno, ovvero della propria vita, è ormai arrivata: concordando con lui, Ciro gli spara in testa ponendo fine al suo regno come boss di Scampia.

Terza stagioneModifica

  • A port adda sta semp apert però adda parè chius. È capit? (Malammore)
Nel primo episodio Genny ordina a Malammore di trovare Ciro, assassino di suo padre: l'anziano soldato pertanto rintraccia uno sgherro dell'Immortale,Fernando, e gli estorce con la forza l'ubicazione del fuggitivo. Recatosi sul posto con Genny, Malammore intravede la sagoma di Ciro e gli spara due colpi: andando a controllare però si rende conto di aver ucciso un esca. Voltatosi, il vecchio soldato vede insieme Genny e Ciro, che hanno stretto un accordo per eliminarlo: prima di poter fare alcunché Malammore viene colpito al petto e alla testa di Ciro, che può vendicare così la morte della figlia Maria Rita.
  • Dispiace anche a me. (Valentin)
Nel terzo episodio Ciro funge da mediatore per una trattativa tra i napoletani capeggiati dal giovane Enzo "Sangue Blu" Villa e la mafia bulgara del vecchio boss Valentin: presto però l'ex camorrista apprende che Mladen, figlio del boss nonché suo rivale, ha organizzato con i napoletani una truffa per farlo passare come un traditore. Ciro si reca allora nella palestra gestita da Valentin e gli espone le nefandezze del figlio: il vecchio boss ascolta con attenzione le parole del napoletano, ma afferma che Mladen è comunque il suo erede e pertanto non può accettare di comprometterlo. Dichiarandosi dispiaciuto data la stima che prova per Ciro, Valentin ordina al suo gusrdiaspalle di ucciderlo: il napoletano, a sua volta dispiaciuto, riesce ad anticipare i bulgari e dopo aver ucciso la guardia del corpo crivella di colpi Valentin, finendolo con un colpo alla testa dopo un ultimo insulto a suo figlio.
  • Tu che cazzo aspetti? Vai dentro! Veloce! (Mladen)
Nel terzo episodio Mladen, convinto che suo padre abbia sistemato Ciro, si gode un bagno con l'idromassaggio insieme alla sua concubina Elvana: a sua insaputa tuttavia Ciro è riuscito ad entrare nelle sue stanze e dopo aver ucciso alcune guardie del corpo finisce Mladen sparandogli in testa.
  • Perdoname, Genna'. Te prego, perdoname. 'E società stanno apposto, Genna'. Je nun putevo fa cchiù niente...(Gegè)
Nel quarto episodio Genny vuole fare arrivare un carico di droga all'insaputa del suo protettore, il suocero Giuseppe Avitabile: gli uomini di quest'ultimo aspettano inaspettatamente l'arrivo del carico, che viene salvato solo grazie alla previdenza del giovane boss. Quella stessa notte Genny di reca a casa del suo amico nonché contabile Gegè e lo costringe a confessare il suo tradimento: Avitabile aveva minacciato il suo compagno Silvano e gli ha estorto tutte le informazioni relative alle operazioni gestite dal genero alle sue spalle. Il contabile prova a giustificarsi con l'amico, ma questi lo guarda con disprezzo e si fa consegnare il suo orologio da polso, regalo fatto da Don Pietro in persona: indossandolo come un tirapugni, Genny colpisce ripetutamente al volto il povero Gegè, massacrandolo di botte.
  • Ma che cazze state facenno?! Ma addo' 'o state purtanno a Genny? ('O Cardillo)
Nel quarto episodio Genny, ormai con i minuti contati da quando Avitabile ha scoperto i suoi piani, decide di proseguire ugualmente con le sue operazioni: insieme ai fedeli 'O Cardillo e Cap'e Bomba, leader dei ragazzi del Vicolo, egli si reca a vendere il proprio carico di droga ad un clan calabrese. Una volta sul luogo tuttavia Genny viene sequestrato dagli uomini presenti sul posto, lasciando confusi i due amici: chiedendo spiegazioni, Genny assiste con orrore all'esecuzione di 'O Cardillo e Cap'e Bomba ordito dagli uomini del clan calabrese, in realtà sgherri di Avitabile e dei suoi alleati Confederati sotto mentite spoglie.
  • 'O ssapevo, sempe pizza. Basta ca te magne 'a pizza, Giosuè... (Lucio Galori)
Nel sesto episodio Ciro e Genny aiutano l'industriale Sanni ad assumere nuovi operai in cambio di voti ad un politico a loro affiliato, in modo da ottenere fondi per la loro guerra contro Avitabile: Sanni però resta presto a corto di liquidità e non riesce a pagare gli operai. Uno di loro, Lucio Valori, protesta energicamente e inizia a provocare dei dissensi: Gennaro e Ciro scelgono di eliminarlo e il secondo dà l'incarico a Sangue Blu per iniziarlo alla vita malavitosa. Pedinando l'uomo, il giovane camorrista scopre che egli sta accompagnando il figlio disabile Giosuè in una pizzeria: preso da un tentennamento, Sangue Blu sceglie ugualmente di avvicinarsi e di uccidere Lucio sparandogli in testa davanti al figlio.
  • 'E deposite so' tre: l'albergo notturno vicino â stazione, 'o cimmitero 'e Chiaiano e la fabbrica 'e bandiere a Via Marina. ('O Catenella)
Nell'ottavo episodio Sangue Blu e i suoi compagni hanno rapito Catenella, uomo di chiave dei clan confederati, in modo da farsi dire dove sono i loro depositi delle armi: nonostante le minacce di morte e le torture, Catenella non sembra intenzionato a "cantare". Quando viene minacciata di morte anche la sua famiglia tuttavia l'uomo si decide a confessare la posizione dei tre depositi: nonostante la confessione, Sangue Blu fredda brutalmente Catenella con tre colpi di pistola.
  • Cosa? Addo staje? (Carmela Villa)
Nel nono episodio Avitabile e i suoi alleati, scossi dalle azioni di Sangue Blu e dei suoi Talebani, decidono di negoziare la pace cedendogli un territorio: Ciro e Enzo sono entusiasti per questa vittoria, ma Genny ha ancora la sua famiglia presa in ostaggio dal suocero. Il giorno dopo Carmela, sorella maggiore di Sangue Blu, si reca a comprare un abito per la festa che conseguirà la vittoria del fratello: mentre prova il vestito ella chiama il figlio Cosimo, rimproverandolo appena si accorge che, contro il suo volere, è uscito con cattive compagnie. Mentre rimprovera il figlio tuttavia nel camerino irrompe un sicario che le spara alla testa: come si scoprirà in seguito l'uomo era stato inviato da Genny, deciso ad aizzare Sangue Blu contro i Confederati.
  • E allora t'a lasciato pure sul'e! (Restenente)
Nell'undicesimo episodio Confederati e Talebani scelgono di chiudere definitivamente le loro questioni con uno scambio alla pari: Azzurra e il piccolo Pietrino, la famiglia di Genny, in cambio di Ciro e Sangue Blu. L'incontro è in realtà una trappola del boss Edoardo "'O Sciarmante" Arenella, rivale di Enzo deciso ad ucciderlo una volta per tutte con un commando di sicari guidati da suo fratello Restenente: a sua volta tuttavia Ciro e Sangue Blu hanno fiutato la trappola e il leader dei Talebani tende un agguato i sicari insieme ai suoi accoliti. Avvicinandosi a Restenente, Enzo gli ordina di mentire al fratello confermando la morte sua e di Ciro: dopo un secco rifiuto, l'uomo viene immediatamente ucciso con un colpo alla testa dal leader dei Talebani.
  • So' tornati. (Edoardo "O Sciarmante" Arenella)
Nell'undicesimo episodio 'O Sciarmante viene avvisato della morte di suo fratello per telefono da un suo scagnozzo e gli ordina di raggiungerlo in un posto sicuro per organizzarsi. Quando vede arrivare una macchina con a bordo uno dei suoi scagnozzi, Sciarmante si avvicina con la sua guardia del corpo: i due tuttavia vengono quasi subito crivellati a colpi di mitragliatrice dai ragazzi di Sangue Blu, che avevano preso in ostaggio lo scagnozzo per tendere una trappola al loro nemico.
  • Che è successo? (Ruggero "'O Stregone")
Nel dodicesimo episodio i fratelli Elia "O Diplomato" e Fernando "O Crezi" Capaccio, membri di spicco dei Confederati, si recano a casdall'unico altro superstite del gruppo: l'anziano Don Ruggero "'O Stregone", l'unico da sempre favorevole alla pace con Ciro, Genny e Sangue Blu. Davanti al vecchio boss, i due fratelli dichiarano di avere una drammatica notizia per lui, lasciandolo interdetto: avvicinandosi 'O Crezi rivela che la notizia è proprio l'assassinio di 'O Stregone, procedendo poi a sbattere ripetutamente la testa del vecchio boss contro il tavolo della sua sala riunioni.

Quarta stagioneModifica

  • Ca'! Ca', Ca'! (Santiago)
Nel terzo episodio Patrizia, a cui Genny ha ceduto il proprio impero criminale, deve iniziare ad affrontare i primi problemi da boss: due ragazzini, Santiago e Carmine, iniziano infatti a rapinare i locali della sua zona. Impressionata dalla loro audacia, la donna li prende al suo servizio ammonendoli però sulla condotta da tenere: nonostante ciò Santiago e Carmine continuano ad alzare la cresta rubando la droga dal territorio di Sangue Blu. Informata da Enzo, Patrizia incontra i due e si dimostra comprensiva, abbracciando Carmine: subito dopo però estrae la pistola e crivella di colpi il ragazzo, affermando freddamente che non può permettersi insubordinazioni. Sconvolto, Santiago si getta sul corpo dell'amico, venendo finito l'istante successivo con un colpo alla testa da Patrizia.
  • La proposta rimane sempre la stessa. Io... (Valerio "O Vocabulà" Misano)
Nel settimo episodio Valerio "O Vucabulá" Mirano, fido braccio destro di Sangue Blu, inizia a sospettare che i Capaccio siano pedine di chi ha sequestrato un carico di droga per mettere in crisi l'Alleanza: pertanto, insieme a 'O Golia e 'O Cantonese, organizza insieme ai due fratelli un incontro coi loro mandanti, fingendo di voler tradire Enzo. Dopo un incontro con suo padre, 'O Vocabulá si reca nuovamente dai Capaccio con Golia e Cantonese e trova conferma dei suoi sospetti: dietro al complotto per eliminare Patrizia e Sangue Blu vi è la famiglia Levante, clan camorristico imparentato alla lontana con Genny deciso a prendere il controllo dello spaccio della droga. Fingendosi interessato al tradimento Valerio fa per proporre a Saro e Ciccio Levante un modo per uccidere Sangue Blu, registrando al contempo tutta la conversazione per smascherarli: inaspettatamente però il giovane viene colpito alla testa a tradimento da 'O Golia, deciso a tradire realmente il proprio capo e ad allenarsi coi Levante.
  • Cazzo! (Alberto Resta)
Nell'ottavo episodio il magistrato Walter Ruggieri convoca l'imprenditore Alberto Resta, collaboratore di Genny per il progetto del suo aeroporto, e lo torchia sui finanziamenti al progetto: una volta uscito dalla procura egli racconta tutto alla sottoposta Tiziana, chiedendole di non parlarne con Genny. La donna tuttavia informa subito l'ex boss, che chiede ad Alberto un incontro su una strada isolata sopra la costa: giurando di non aver rivelato nulla di compromettente sui loro affari, l'imprenditore riesce apparentemente a convincere il sospettoso Genny. Una volta conclusa la conversazione Alberto lascia il socio e sale sulla propria macchina: temendo che possa esplodere egli controlla accuratamente la messa in moto prima di ripartire. Quando arriva ad una curva pericolosa tuttavia Alberto non riesce più a frenare: Genny infatti ha scelto di non fidarsi più dell'ingegnere e ha fatto sabotare i freni della sua auto, che precipita oltre il guard Raul scatenando un incidente in cui Alberto perde la vita.
  • Si Nisciun'! ('O Golia)
Nel nono episodio Enzo viene messo in difficoltà dai fratelli Capaccio, decisi ad ingaggiare guerra contro di lui per prendersi il suo territorio: egli pertanto si reca presso un nuovo potenziale venditore di droga insieme a 'O Golia, sperando di poter ribaltare la situazione. Arrivato nel magazzino in cui si dovrebbe tenere l'incontro tuttavia Sangue Blu si ritrova davanti Ferdinando "'O Crezi" Capaccio: a complicare le cose inoltre 'O Golia punta gli punta una pistola alla testa rivelando il suo tradimento. Prima di poter uccidere il suo ex capo tuttavia il traditore viene ferito da Ronni, che ha circondato il luogo insieme agli altri Talebani: grazie ad una lettera scritta da Valerio e consegnato a suo padre Sangue Blu ha infatti scoperto i veri intenti del defunto amico e le bugie di 'O Golia. Avvicinatosi al suo ex sottoposto, Enzo lo deride per il suo tradimento ricevendo un ultimo insulto sprezzante: subito dopo il boss di Forcella si avvicina a 'O Crezi mentre Ronni giustizia 'O Golia con un colpo alla testa.
  • Tuo marito è fortunatu, perché ta fottuto du vote: na vota dentro u lietto e na vota dentro li affar'e! Loro se vogliono piglià Secondigliano, esso e la familia soja: a ti te lo vonno mette in culo! (Ferdinando "O Crezi" Capaccio)
Nel nono episodio Sangue Blu tortura barbaramente 'O Crezi e riesce ad estorcergli la verità: portato al cospetto di Patrizia, Ferdinando confessa il coinvolgimento dei Levante nel complotto per conquistare il territorio di Forcella e Secondigliano. Vedendo la reazione sconvolta di Patrizia nell'apprendere che anche il marito Michelangelo fa parte della congiura, 'O Crezi se la ride di gusto: stizzito, Sangue Blu crivella di colpi il rivale uccidendolo una volta per tutte.
  • Che cazzo sta succedendo, oh! (Gerlando Levante)
Nel dodicesimo episodio Genny si reca da suo zio Gerlando Levante, boss dell'omonima famiglia, per farsi aiutare per far evadere Patrizia, arrestata dal magistrato Ruggieri: il vecchio boss tuttavia non è minimamente interessato ad aiutare la nuora e tantomeno l'ex boss di Secondigliano, che comprende così la sua doppiezza. Il giorno dopo Gerlando è in macchina con la moglie Benedetta e la figlia Grazia quando apprende che Patrizia e il figlio Michelangelo hanno deciso di collaborare con la giustizia contro di lui: furioso, il boss si dichiara pronto ad ucciderli con le proprie mani. Improvvisamente però la strada viene bloccata da un trattore posizionato dagli uomini di Don Angelo "'O Maestrale", alleatosi con Genny nelle ultime ore: prima di poter fare alcunché Gerlando e Benedetta vengono massacrati con la loro scorta dai sicari, guidati da un Genny ormai deciso a riprendersi i propri domini.
  • Addio, Gennà'. (Michelangelo "Mickey" Levante)
Nel dodicesimo episodio Patrizia e Michelangelo vengono portati in una casa sicura dal magistrato Ruggieri prima della loro testimonianza: Genny tuttavia scopre l'ubicazione del luogo e fa evadere i due uccidendo la loro scorta. Portati nell'aeroporto che aveva fatto costruire, il boss di Scampia fornisce ai due un aereo per scappare all'estero, in modo da poter vivere una nuova vita con la figlia che stanno aspettando. Dopo averlo ringraziato Michelangelo sale sull'aereo prima della moglie: dietro di lui si siede intanto Raffaele, braccio destro di 'O Maestrale. Ad insaputa della coppia tuttavia Genny è convinto che loro non abbiano parlato al magistrato solo dei Levante ma anche dei suoi affari: pertanto Raffaele spara alla nuca di Mickey sull'aereo, uccidendolo sotto gli occhi di Patrizia.
  • Chist'è, Gennà'? (Patrizia Santoro)
Nel dodicesimo episodio Genny e Patrizia hanno un'ultima conversazione mentre Michelangelo sale sull'aereo: il boss di Secondigliano confessa all'amica di aver provato a lasciarsi alle spalle la vita da camorrista, ma che quelli come loro hanno il destino segnato. Genny poi rivela a Patrizia che quando l'aveva messa in guardia sul non fidarsi di nessuno parlava proprio di se stesso: in quel momento la donna vede dal finestrino la morte di suo marito Michelangelo. Comprendendo le intenzione di Genny, Patrizia scoppia in lacrime e gli chiede se vuole arrivare fino in fondo: il boss conferma le proprie intenzioni e, estratta una pistola, colpisce Patrizia al petto uccidendola senza pietà.