Ernesto Buonaiuti: differenze tra le versioni

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*L'esponente più rilevante del modernismo nel mondo ecclesiastico italiano fu Ernesto Buonaiuti, profondamente segnato fin dai suoi primi passi da un caratteristico senso di «romanità» che doveva accompagnarlo tutta la vita. Dopo un primo giovanile interesse per i temi del rinnovamento sociale, in un'ottica tuttavia non priva di venature utopiche, egli esprimeva in modo sempre più esplicito la sua convinzione della necessità di un rinnovamento soprattutto religioso nella prospettiva dell'attesa del Regno di Dio. ([[Agostino Giovagnoli]])
*La formazione del Buonaiuti era stata dominata da un netto orientamento antintellettualistico, che lo aveva portato al rifiuto della Scolastica e a guardare invece con simpatia e interesse alle nuove tendenze apologetiche ispirate alla filosofia dell'azione e allo stesso pragmatismo di William James diffuso in quegli anni in Italia. D'altro canto, dallo studio dell'opera del Loisy<ref>Alfred Loisy (1857–1940), biblista e storico francese, il più famoso dei modernisti.</ref> e da un incontro con l'esegeta francese, che ebbe nell'estate del 1906, Buonaiuti aveva tratto la ferma convinzione dell'importanza dominante, per l'interpretazione del messaggio cristiano, dell'aspetto escatologico [...]. Sulla base di questi presupposti Buonaiuti tenterà, nel clima delle polemiche suscitate dall'enciclica ''Pascendi''<ref>''Pascendi Dominici gregis'' enciclica di Pio X, pubblicata nel 1907.</ref>, una delle più originali e sconcertanti sintesi del cristianesimo con le affermazioni del socialismo moderno. ([[Pietro Scoppola]])
*La produzione di Buonaiuti è ampia e abbondante. Ingegno versatile, studioso appassionato tanto da considerare la sua attività universitaria come una missione, forse non sempre persuasivo sotto il profilo del rigore scientifico, Buonaiuti sul piano culturale ha dato soprattutto un contributo alla conoscenza della storia del cristianesimo, e in particolare di quello medievale. A proposito della spiritualità medievale francescana e specificamente di Gioacchino da Fiore, egli ha potuto far emergere la sua peculiare visione del cristianesimo mettendone in luce la prospettiva escatologica, a suo avviso fondamentale. ([[Agostino Giovagnoli]])
 
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