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*In faccia d'un avvenimento funesto, già compito, che per conseguenza non si può più modificare, bisogna non abbandonarsi nemmeno all'idea che forse avrebbe potuto succedere altrimenti, e meno ancora riflettere a quanto avrebbe avuto la possibilità di stornarlo; perocché si è questo precisamente che porta la gradazione del dolore fino al punto in cui diviene insopportabile, [...]. (p. 77)
*Per mettersi fra la gente è utile portar seco una buona provvista di ''circospezione'' e d'''indulgenza''; la prima ci garantirà dai danni e dalle perdite, l'altra dalle contese e dagli alterchi. (p. 84)
*Per imparar a sopportare gli uomini, è buona cosa esercitare la [[pazienza]] sugli oggetti inanimati che, in virtù d'una necessità meccanica o di qualunque altra necessità fisica, contrariano ostinatamente la nostra azione. (p. 84)
*Nessuno può vedere ''al di là di se stesso''. Voglio dire con ciò che non si può scorgere in altri più di quello che si è in se stessi, perocché ciascuno capisce e comprende un altro solamente nella misura della sua propria intelligenza. (p. 86)
*Si capirà egualmente che in presenza di imbecilli o di pazzi non v'ha che ''una sola'' maniera di mostrare che si è forniti di ragione: cioè non parlare con essi. (p. 86)
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