Differenze tra le versioni di "Cartesio"

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*Non si potrebbe immaginar nulla di tanto strano e di così poco credibile che non sia stato detto da qualche filosofo. (II; 1991)
*Nella foggia dei nostri [[vestito|abiti]] la stessa cosa che ci è piaciuta dieci anni fa, e che forse ci piacerà di nuovo prima che ne passino altri dieci, ci sembra oggi stravagante e ridicola. (II; 1996)
*Mi sembrava [...] che, per sapere quali erano veramente le loro {{NDR|delle persone più sensate fra quelle colle quali avrei dovuto vivere}} opinioni, dovessi far attenzione a quello che facevano piuttosto che a quello che dicevano; non soltanto perché, nella corruzione dei nostri costumi, vi sono poche persone che vogliano dire tutto quello che credono, ma anche perché molte volte lo ignorano esse stesse; giacché, essendo l'atto del pensiero con cui si crede una cosa, diverso sada quello con cui si sa di crederla, spesso l'uno è senza l'altro. (III; 1937, pp. 42-43)
*La mia terza massima era di cercare di vincere me stesso piuttosto che la [[fortuna]], e di cambiare i miei desideri piuttosto che l'ordine del mondo; e, in generale, di abituarmi a credere che non c'è nulla che sia interamente in nostro possesso se non i nostri pensieri, sicché quando abbiamo fatto del nostro meglio, rispetto alle cose fuori di noi, tutto quello che non ci riesce è per noi assolutamente impossibile. (III; 1996)
*Dal momento che ora desideravo occuparmi soltanto della ricerca della verità, pensai che dovevo fare proprio il contrario e rigettare come assolutamente falso tutto ciò in cui potevo immaginare il minimo [[dubbio]], e questo per vedere se non sarebbe rimasto, dopo, qualcosa tra le mie convinzioni che fosse interamente indubitabile. (IV; 1996)