John Foster Dulles: differenze tra le versioni

*Gli Stati Uniti ritengono che la minaccia contro l'Indocina da parte dell'imperialismo comunista non deve essere accettata passivamente, ma deve venir affrontata con un'azione unita. Ciò può richiedere un rischio molto grave, ma questo rischio è assai minore di quelli che dovremmo affrontare entro pochi anni, se non osiamo esser abbastanza risoluti oggi.<ref name="difesaindocina">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0052_01_1954_0076_0007_15417745/ ''Continuerà la difesa dell'Indocina e il governo cinese non sarà riconosciuto''], ''La Stampa'', 30 marzo 1954</ref>
*Gli Stati Uniti andranno a Ginevra per contribuire allo sforzo di costituire una Corea unificata ed indipendente, chiedendo il ritiro dell'esercito invasore della Cina comunista. E inoltre con l'obbiettivo di convincere i comunisti cinesi ad accorgersi del pericolo implicito nel loro evidente piano di impadronirsi di tutta l'Asia sud-orientale, in modo che essi possano porre termine alla loro aggressione. Noi non siamo e non dobbiamo essere disposti ad accettare le loro promesse di futura buona condotta, in cambio di vantaggi immediati.
*Se i cinesi inviassero il loro esercito nell'Indocina, si potrebbero avere reazioni non limitate soltanto all'Indocina.<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0052_01_1954_0082_0007_15418246/ ''Grave monito di Foster Dulles contro l'intervento della Cina comunista''], ''La Stampa'', 6 aprile 1954</ref>
*Le violente battaglie ora in corso non creano uno spirito di sconfitta. Al contrario, spingono le nazioni libere ad adottare misure, che speriamo saranno sufficientemente tempestive e vigorose per preservare queste importanti zone dalla dominazione comunista. In questa via sta la migliore speranza di giungere, a [[Conferenza di Ginevra (1954)|Ginevra]], al ripristino della pace con libertà e giustizia.<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0052_01_1954_0094_0001_15430503/ ''Fiduciose dichiarazioni di Foster Dulles''], ''La Stampa'', 20 aprile 1954</ref>
*I sovietici hanno paura della libertà perché la libertà è contagiosa, perché la libertà comporta diversità di sistemi di vita e non la conformità che è l'ideale del comunismo. Fine ultimo della politica sovietica è la "amalgamazione di tutti i popoli" chiesta da Lenin e da Stalin. Perciò noi dobbiamo renderci conto, quando trattiamo con Mosca o con i suoi satelliti, che abbiamo di fronte un monolitico sistema politico, i cui dirigenti sanno di poter sopravvivere soltanto se riusciranno a distruggere la libertà di tutti i popoli. La mia non è una diagnosi pessimistica, ma realistica. L'unico modo per far mutare d'opinione i dirigenti sovietici, è di schierare davanti a loro una forte e bene organizzata opposizione.<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0052_01_1954_0102_0001_14426632/ ''Foster Dulles denuncia i comunisti per attentato alla libertà dei popoli''], ''La Stampa'', 29 aprile 1954</ref>
*Anche se l'intera Indocina sarà conquistata dai comunisti, gli Stati Uniti continueranno a tentare di salvare il resto dell'Asia sud-orientale, internazionalizzandone le difese mediante la costituzione del Patto del Pacifico. Ma deve essere ben chiaro a tutti che la proposta nuova alleanza impegnerà tutte le nazioni aderenti, inclusi gli Stati Uniti, a combattere se i comunisti continueranno a sviluppare la loro aggressione.<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0053_01_1954_0112_0001_14428133/ ''La salvezza dell'Indocina è "importante, non essenziale"''], ''La Stampa'', 12 maggio 1954</ref>
*I successi, già realizzati dai comunisti nell'Asia, si debbono considerare come teste di ponte per nuove conquiste.<ref name="discorsomanila">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,1594_02_1954_0211_0015_22089779/ ''Discorso di Dulles alla conferenza di Manila''], ''La Stampa'', 6 settembre 1954</ref>
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