Differenze tra le versioni di "Pietro Aretino"

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*Essendo, signor mio, maggior la felicità del [[dono|donare]] che quella del ricevere, io ho caro fuor di modo che dal presente de gli scudi de la impresa e del saio di raso bianco che mi fate, nasca in voi il sommo grado de la consolazione. Ed è vostra gran ventura che tanto possa la vertù de la cortesia; perché facendo voi l'essercizio de la liberalità nel donar continuo, continuamente siete felice. Per la qual cosa farei ingiuria a la Signoria Vostra prolungandomi in ringraziarla di quello che, per avere accettato i suoi doni, merito di esser ringraziato io. (Da ''Al conte Guido Rangone'', p. 14)
*Io, per dono de la [[cortesia]] che mi ha legato con le catene de la gentilezza, dico che sete quella che mi pareva impossibile che voi foste; né mi curo più che mi si faccia fede de le grazie che celestemente vi fregiano, perché dove è la cortesia sono tutti i tesori e le stelle, e senza lei è nulla qualunque grado di vertù in donna o uomo sia. (Da ''A la signora Flaminia'', pp. 127-128)
*Quanto seria meglio per un Gran Maestro il tener in casa uomini fedeli, gente libera e persone di buona volontà, senza infreggiarsi de la volpina modestia de i [[pedante|pedanti]] asini de gli altrui libri, i quali, poi che hanno assassinato i morti e con le lor fatiche imparato a gracchiare, non riposano fino a tanto che non crocifiggano i vivi. (Da ''Al cardinal di Ravenna'', p. 223)
 
==''Orlandino''==
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