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*[[Indira Gandhi]] rappresenta, si può dire, un sincretismo indiano alla ricerca di soluzioni spregiudicate, anche se finora deluso dalle prime esperienze. Essa guarda insieme agli esempi dell'Asia Centrale e al Giappone.<ref name="piufortepersonalita">Da [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0098_01_1964_0171_0003_6088387/ ''Indira, figlia e collaboratrice di Nehru è la più forte personalità dell'India''], ''La Stampa'', 30 luglio 1964</ref>
*L'India d'oggi è alla ricerca d'un leader nuovo capace di guidare il Paese verso una società da secolo ventesimo, d'imporre una tensione, di esprimere forti idee fondate sulle esperienze del mondo contemporaneo. Tale leader potrebb'essere anche una donna di gran nome di stile indù e di cervello moderno.<ref name="piufortepersonalita"/>
*Fino all'autunno del '65, [[Sukarno]] era non solo eroe popolare e profeta d'una incredibile dottrina musulmana-nazionalista-comunista; era anche un dio. Nell'isola di Bali veniva identificato con Vishnu, il dio della pioggia. In Giava credevano che fosse dotato di «kesaktian», il potere magico soprannaturale che protegge dai demoni. I servi del suo palazzo usavano vendere ai contadini bottiglie dell'acqua in cui aveva preso il bagno; e i contadini bevevano quell'acqua.<ref name="sanguinosotramonto">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0113_01_1967_0044_0003_4875435/ ''Il sanguinoso tramonto di Sukarno padre della patria, dittatore e play-boy''], ''La Stampa'', 22 febbraio 1967</ref>
*L'estremo nazionalismo è un fenomeno comune a tutti i paesi nuovi e trova un terreno fertile soprattutto là dove si teme che la sovranità possa essere facilmente perduta. Ma, in particolare, il nazionalismo che Sukarno aveva predicato agl'indonesiani già negli anni quaranta non conosceva limiti.<ref name="sanguinosotramonto"/>
*Sukarno intendeva che persino le Filippine, oltre alla Malesia e alla Nuova Guinea, erano parte del suo sogno della «grande Indonesia».<ref name="sanguinosotramonto"/>
*La storia degli Stati nazionali, nel «terzo mondo», continua ad essere una tragedia per coloro stessi che escono vincitori da quei terribili conflitti civili. Nemmeno i nazionalisti di Giakarta, in realtà, sanno come potranno scrivere nei libri di storia: «Il primo presidente del paese fu pessimo».<ref name="sanguinosotramonto"/>
*<ref name="sanguinosotramonto"/>
*In un ospizio fuori [[Mosca (Russia)|Mosca]], malato, cieco e ormai pazzo, è morto [[Varlam Tichonovič Šalamov|Varlam Tichonovic Shalamov]], autore dei "Kolymskie rasskazy", i racconti della Kolimà<ref>{{cfr}} [[w:I racconti di Kolyma|voce su Wikipedia]].</ref>, il massimo testo tramandato della letteratura concentrazionaria nell'epoca del terrore staliniano. Lassù, già dagli anni '30, si operava la "perekovka", la così detta riforgiatura degli uomini a 50 sotto zero, fra norme di lavoro forzato che imponevano di scavare fino a 800 "pudy" al giorno nella "merzlotà", il ghiaccio fossile delle miniere d'oro, e le interminabili fucilazioni d'ogni notte, fra torce fumanti e fanfare. Là, prima che a [[Treblinka]]-[[Auschwitz]], apparve l'uomo demolito dalle violenze fisiche e ideologiche del XX secolo, il "dochodjaga", il corpo senza peso, il relitto umano giunto alla fine (da "dochodit", giungere) moltiplicato su scala di massa già impensabile nelle premonizioni di [[Fëdor Michajlovič Dostoevskij|Dostoevskij]] o [[Vladimir Galaktionovič Korolenko|Korolenko]].<ref>Da ''Addio a Shalamov'', ''L'Espresso'', 7 febbraio 1982, p. 21.</ref>
 
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