Differenze tra le versioni di "Paul Auster"

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== Citazioni di Paul Auster ==
*Basta guardare qualcuno in faccia un po' di più, per avere la sensazione alla fine di guardarti in uno specchio. (da<ref>Da ''Mr Vertigo'', traduzione di Susanna Basso, Einaudi).</ref>
*Essere vivi voleva dire respirare aria; respirare aria voleva dire aria aperta. (da<ref>Da ''Timbuctù'', traduzione di Massimo Bocchiola, Einaudi).</ref>
*Nessuno è mai stato me. Può darsi che io sia il primo. (da<ref>Da ''Il libro delle illusioni'', traduzione di Massimo Bocchiola, Einaudi).</ref>
*Per me la più piccola [[parola]] è circondata da acri ed acri di silenzio, e perfino quando riesco a fissare quella parola sulla pagina mi sembra della stessa natura di un [[miraggio]], un granello di dubbio che scintilla nella sabbia. (da<ref>Da ''Leviatano'').</ref>
*[[Scrivere]] non è più un atto di libera scelta per me, è una questione di sopravvivenza. (da<ref>Da ''L'arte della fame'', traduzione di Massimo Bocchiola, Einaudi).</ref>
 
{{Intestazione|Intervista di Maria Serena Palieri, ''Lessico dell'imprevisto'', ''l'Unità'', 25 luglio 2004}}
===''L'invenzione della solitudine''===
Un giorno c'è la vita. Per esempio, un uomo sano, neanche vecchio, senza trascorsi di malattie. Tutto è com'era prima e come sarà sempre. Passa da un giorno all'altro pensando ai fatti suoi, sognando solo il tempo che ancora gli si prepara. Poi, d'improvviso, capita la morte. Un uomo esala un leggero sospiro, si abbandona sulla sedia, ed è la morte. La sua subitaneità non lascia spazio al pensiero, non dà occasione allo spirito di cercare una parola che possa consolarlo. Restiamo soli con la morte, col dato inoppugnabile della nostra [[mortalità]]. La morte dopo lunga malattia possiamo accettarla con rassegnazione. Anche che la morte accidentale si può attribuire al destino. Ma che un uomo muoia senza causa apparente, che muoia solamente perché è uomo, ci spinge così vicino all'invisibile confine tra [[vita e morte|la vita e la morte]] da farci domandare su che lato di esso ci troviamo. La vita si fa morte, ed è come se quella morte avesse posseduto questa vita da sempre. Morire senza preavviso. Come dire: la vita si interrompe. E può interrompersi in qualunque momento.
 
===''Mr Vertigo''===
Avevo dodici anni la prima volta che camminai sulle acque.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
 
===''Sunset Park''===
Da quasi un anno fotografa le cose abbandonate. Ogni giorno ci sono almeno due lavori, a volte anche sei o sette, e ogni volta che lui e i suoi colleghi entrano in una casa si trovano di fronte le cose, le innumerevoli cose smesse e lasciate indietro dalle famiglie che sono andate via. Tutti gli assenti sono fuggiti di fretta, nella vergogna, nella confusione, e non c'è dubbio che, ovunque vivano ora (se hanno trovato un posto dove vivere e non sono accampati per strada) le loro nuove abitazioni sono più piccole di quelle che hanno lasciato. Ogni casa è una storia di fallimento – di bancarotta e di morosità, di debiti e di pignoramenti – e lui si è assunto il compito di documentare le ultime tracce residue di quelle vite sperse per dimostrare che un tempo le famiglie svanite sono state lì, che i fantasmi di persone che lui non vedrà e non conoscerà mai sono ancora presenti nel disordine delle cose seminate nelle case vuote.
 
==Note==
<references />
 
==Bibliografia==
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